Imbuto formativo: quale futuro per i giovani medici?

Ogni anno in Italia circa 9000 studenti si laureano in medicina e chirurgia; l’unico modo per ottenere in futuro un lavoro stabile è la formazione specialista post lauream o la scuola di medicina generale, ma è dal 2013 che il numero di contratti per la formazione specialistica è inferiore al numero dei giovani medici laureati ed abilitati, creando di fatto negli anni un imbuto formativo sempre più grande.

La progressiva penuria di borse di specializzazione non riguarda soltanto il futuro di quanti hanno investito in un lungo percorso universitario soldi e speranze, ma interessa anche la popolazione italiana, la quale negli anni è stata sistematicamente derubata di nuovi specialisti.

Ma diamo qualche numero per inquadrare meglio il problema: nel 2015 il numero totale delle borse di studio per la formazione specialistica era di 6.363, di cui 334 finanziate dalle Regioni e 29 da altri Enti. Nel 2016 sono state emesse 6.725 borse, di cui 529 rese disponibili dalle Regioni e 63 da altri Enti.

Nel 2017 il numero di borse finanziate scendeva a 6.676, di cui 6.105 messe a disposizione dallo Stato, 499 dalle Regioni e le restanti 72 da altri Enti pubblici o privati.

Nel 2018 le borse a disposizione sono state 6.934, circa 250 in più rispetto all’anno precedente.

Per l’anno 2019/2020 le borse sono aumentate a 8776, ma non bastano: a causa dell’alto numero di studenti ammessi a medicina a seguito dei ricorsi al TAR, e che arriveranno alla laurea nell’anno 2020/2021, e dei medici che annualmente tentano nuovamente il concorso, i medici esclusi dalla specializzazione saranno 19.500 nel 2021.

E che fine faranno? Sono 1500 i giovani medici che ogni anno abbandonano il nostro Paese per lavorare all’estero; le mete più gettonate sono Francia, Germania, Svizzera e Inghilterra, a fronte di un fabbisogno italiano di medici in netta crescita: lo studio “Programmazione del fabbisogno di personale medico regionale, proiezioni per il periodo 2018-2025: curve di pensionamento e fabbisogni specialistici nelle singole Regioni italiane” realizzato dall’Anaao Assomed dimostra che la carenza di specialisti dipendenti del SSN è valutabile in 16.700 posti entro il 2025.

Recenti dati Eurostat evidenziano inoltre che negli ospedali italiani nel 2016 operavano circa 213 medici ogni 100 mila abitanti, mentre in Francia erano 264, in Germania 237 e in Spagna 227.

Se non si interviene in tempo nel 2025 l’Italia rischia di passare a 181 medici ogni 100mila abitanti, un numero incompatibile con la qualità delle cure che, nonostante tutto, gli ospedali italiani continuano tuttora a garantire negli esiti clinici (Dati Oecd, 2018).


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