“Task Shifting”: una riforma ultraliberista del sistema sanitario nazionale

La professione medica è in pericolo e con essa la salute dei pazienti: sono già alcuni anni che una certa politica, con la complicità della vanagloria di alcuni ordini professionali e di pochi medici compiacenti, parla senza paura di “Task Shifting”, che tradotto significa letteramente “il trasferimento delle competenze professionali dal medico ad altre figure sanitarie".

In poche parole si sta cercando di demansionare la figura del medico utilizzando come giustificazione la cattiva programmazione e la conseguente carenza di specialisti.

Già in passato si è tentato di legiferare per permettere agli infermieri di poter prescrivere farmaci, arrivando addirittura a ipotizzare la creazione di "reparti gestiti da soli infermieri" ( fino ai cosiddetti “ospedali di comunità” a gestione infermieristica tanto cari alla signora Barbara Mangiacavalli, presidente FNOPI).

Ci teniamo a ricordare che questi avvenieristici stravolgimenti dell’organizzazione del sistema sanitario nazionale configurano il reato di  “esercizio abusivo della professione medica” (articolo 348 del codice penale), in quanto gli atti medici (attività di diagnosi e terapia) sono indelegabili (per legge e per codice deontologico). 

Il più strenuo sostenitore del Task Shifting è Sergio Venturi, assessore alla sanità dell’Emilia Romagna in quota PD, già radiato nel 2018 dall’ordine dei medici di Bologna.

Venturi, intervendo il 5 ottobre al congresso nazionale FIALS, non si è fatto scrupoli nel dire che i tecnici di radiologia possono refertare esami radiologici, che gli infermieri possono indurre l’anestesia e che di fatto i medici sarebbero degli impiegati, tanto da definire l’anamnesi, tappa imprescindibile del percorso diagnostico-terapeutico, un mero “atto burocratico”.

La cosa ancora più grave è che successivamente Venturi ha proposto un vero e proprio voto di scambio, promettendo agli infermieri e alle altre professioni sanitarie di portare il task shifting direttamente sulla scrivania del ministro della salute, allargando in tal modo le maglie delle loro competenze professionali (per le quali, ricordiamolo, non hanno una adeguata preparazione universitaria).

E’ chiaro quali siano i reali motivi che spingono verso il demansionamento dei medici a favore degli infermieri: risparmiare, risparmiare e risparmiare; è lo stesso Venturi a dirlo: assumere due tecnici radiologi o due infermieri al posto di due medici costerebbe la metà.

E non manca una certa pruriginosa esterofilia, tipica del PD, per dare una giustificazione “cool” a quella che è, ripetiamolo, una violazione del codice penale e del codice deontologico: “negli stati uniti l’86% delle anestesie è somministrata da infermieri-anestesisti” (sic!).

Ricordo all’assessore Venturi che secondo la classifica Bloomberg 2018, che valuta quali siano i sistemi sanitari più efficienti al mondo in base al rapporto tra costi e aspettativa di vita, l’Italia è al QUARTO posto, gli Stati Uniti al CINQUANTAQUATTRESIMO.

Task Shifting? No grazie!


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