Sovranismo feticista, Enel e Enasarco

E’ nata una nuova, pessima corrente politica: il sovranismo feticista. Ne è fondatore e caporione Satana in persona, nelle mentite spoglie di Matteo Salvini. Il maligno, si sa, usa travestirsi per meglio ingannare le sue vittime, ma stavolta è stato scoperto, anzi “sgamato”. Merito di Famiglia Cristiana e del suo editorialista Francesco Anfossi, indignati per l’uso del rosario da parte del capo leghista durante la manifestazione in Piazza del Duomo a Milano, in cui ha affidato se stesso e l’Italia alla Madonna.

Non sappiamo nulla delle convinzioni religiose di Salvini e non escludiamo – è un politico in campagna elettorale -  un certo grado di strumentalizzazione nel suo gesto. Da credenti, tuttavia, ci fa piacere che un esponente di primo piano rivendichi la tradizione cattolica della nostra Patria.

Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Il rosario, lo dicono i padri paolini di Famiglia Cristiana, è un feticcio e feticista chi lo porta su di sé. Quindi, un malato, se diamo credito al significato dato al termine da Sigmund Freud o un primitivo, in base alla definizione di Wikipedia, una fonte che riteniamo non sgradita alla nuova Chiesa.

Ahi ahi, monsignore, Salvini sarà pure la reincarnazione del male, ma definire feticcio il rosario, anzi dovremmo scrivere cattolicamente il Santo Rosario, è davvero troppo. Nell’ardore della polemica un lapsus freudiano. Nulla di strano, comunque. Un vescovo, ci sembra monsignor Galantino, pronunciò parole sgradevoli, al limite del dileggio, per i devoti che recitano il rosario. La religiosità primitiva è aborrita dai “cattolici adulti”, più interessati a invocare entità più tangibili dell’Altissimo, come l’otto per mille o le esenzioni dall’IMU.

Da ultimo, hanno instaurato anche un rapporto con l’Enel, dopo che un illustre cardinale ha provveduto a riallacciare l’utenza di un centro sociale, naturalmente non a spese vaticane, ma del contribuente italiano. Se non ricordiamo male, è un reato, ma l’autore sembra coperto da immunità diplomatica.

La collera verso l’esibizione di simboli cristiani da parte della “Chiesa di Francesco” (Gesù è solo il fondatore) è massima e oltrepassa l’indignazione, condivisa dalla stragrande maggioranza dei media, laicisti quando non apertamente atei. Il loro fervore di applausi raggiunge il diapason alle parole di un altro prelato, il siciliano monsignor Mogavero, il quale ha accusato non solo il sovranista feticista, ma tutti i suoi sostenitori di non essere cristiani. Sua Eminenza scruta i cuori meglio di Domineddio, è in grado di distribuire patenti di cristianità in base alle preferenze politiche. Il nostro vecchio arciprete, che non si sentiva feticista recitando il rosario con la coroncina in mano, avrebbe detto che è un peccato di superbia.

Dall’interno delle mura vaticane, ancora in attesa di demolizione secondo le conclamate intenzioni di chi ordina di costruire ponti e abbattere ogni barriera, una voce assai autorevole depreca l’uso politico di simboli cristiani. Monsignor Parolin soffre di gravi amnesie, giacché la chiesa sostenne apertamente per decenni un partito italiano chiamato Democrazia Cristiana il cui simbolo era una croce. Ma forse il problema è il copyright. La DC era autorizzata, Salvini no.

Da esperti imprenditori del sacro – ci scusino i lettori più devoti – vogliono salvaguardare il prodotto. Se il rosario è un feticcio, siamo autorizzati a utilizzare un linguaggio che ci ripugna. Nel frattempo, troppo occupati nelle scomuniche post moderne a Salvini e ai sovranisti, dimenticano di levare la voce contro la banalizzazione dell’aborto, le derive eugenetiche, il disordine morale, la corruzione civile e troppe altre cose.

I sacramenti sono messi da parte a favore di un unico dovere, il nuovo imperativo categorico, accogliere gli stranieri in Europa. Chi si oppone non è cristiano, se ha in mano il rosario è feticista, criticare il papa non si può, ma la regola non valeva per il predecessore, oggetto di insulti ed attacchi interni velenosi, infine costretto a un’abdicazione misteriosa. In compenso, sono portati in palmo di mano e indicati come esempi personaggi come Marco Pannella e Emma Bonino, nemici dichiarati della fede cattolica.  

I simboli cristiani devono rimanere nascosti, forse per non offendere, forse perché chi li espone viola l’esclusiva dei rappresentanti monomandatari dell’Altissimo con sede legale in Vaticano. Il loro rosario-feticcio ha ancora un significato immenso per tanti credenti, gente semplice, devota. Il Signore ci perdoni se, da feticisti del rosario ancora credenti, chiediamo alla chiesa ufficiale di pagare le bollette dell’Enel e di garantirsi la pensione iscrivendosi all’Enasarco, l’ente previdenziale degli agenti di commercio.


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