Perché partecipiamo al XIII Congresso Mondiale delle Famiglie a Verona

Quella riguardante la famiglia è una battaglia tanto antica quanto l’alba dei tempi. In particolare, negli ultimi anni stiamo assistendo ad una rivoluzione non soltanto più antropologica e morale, ma anche linguistica, sociale, epistemologica. Le radici di questo cambiamento sono da ricercarsi anzitutto nello smantellamento della famiglia propugnato dal liberismo, poi dalla scorretta ideologia marxista, quindi dai movimenti del “68, dal relativismo odierno e, in ultima istanza cronologica, nell’attivismo dei cosiddetti LGBT+ (e chi più ne ha, più ne metta).

A fianco di questa azione continuativa e ben calcolata, bisogna aggiungere i fattori storici, economici, politici e morali, che hanno visto il trasformarsi della società e della vita delle persone. Cose che pochi anni fa erano motivatamente considerate come aberranti, riprovevoli e sbagliate, oggi sono fatte passare per “natura”. Unico imperativo: vietato vietare, perché “love is love”. A farne le spese, come al solito, i più deboli, i più poveri, i più ignoranti, le masse ignare delle verità profonde che si celano dietro certi stratagemmi sovversivi.

Il Congresso Mondiale delle Famiglie, che quest’anno verrà ospitato in Italia, a Verona, nei giorni 29,30 e 31 marzo prossimi, si presenta come un’occasione per avanzare un’autentica e sana riflessione sulla famiglia, cellula fondante della società, facendolo con un’analisi che spazia dalla teoria alla pratica, dalle scienze umanistiche a quelle scientifiche, portando non solo tesi ma anche dimostrazioni. L’interesse di chi ricerca, di chi vuole comprendere, è sempre quello di scoprire la verità mediante la ragione: ecco perché questa ci sembra una valida possibilità. Per di più, la grande risonanza sociale che l’evento ricopre non può lasciarci inermi.

Andremo al WCF (questa la sigla) perché in coscienza riconosciamo nelle intenzioni espresse degli organizzatori quell’ idea alta, fondata e fondante di famiglia in cui crediamo anche noi e che promuoviamo nella nostra piccola battaglia di ogni giorno, nella formazione permanente, nella prassi politica.

Essendo il nostro un settimanale “politicamente scorretto”, non possiamo che partecipare a quello che viene definito, per l’appunto, un evento del tutto scorretto, controcorrente e rivoluzionario.

Con discreto dispiacere apprendiamo le notizie dei continui attacchi che gli organizzatori, i partecipanti, le strutture ricettive e molti altri continuano a ricevere a causa del Congresso, perciò manifestiamo la nostra solidarietà e il nostro sostegno, incoraggiando tutti quanti a proseguire e partecipare.

Se la famiglia, quella vera, autentica, unica, fondata dall’unione di un uomo e una donna per la generazione dei figli e il compimento del proprio fine ultimo è oggigiorno vista come un qualcosa di così terribile e pericoloso, un motivo ci sarà. E noi andiamo anche per questo.

Ci vediamo a Verona, certi che la verità ci farà liberi.


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Editoriale

 

C'è ancora un governo in Italia?

di Adriano Tilgher

Ci hanno fatto vivere due giorni di “suspense”, secondo loro. Il governo Conte cade o non cade? I numeri ci sono, non ci sono, il mercato delle vacche (alcune autentiche, con tutto il rispetto per l’animale sacro agli Indiani), i costruttori, i distruttori, i responsabili, gli irresponsabili… Parole, tutte vere, tutte false, tutti ad accapigliarsi ma per cosa? Per andare a votare? Come se non sapessimo che anche con il voto nulla cambierebbe, tutte le forze in campo sono controllate, nessuno ha un autonomo progetto politico, tutti sono liberisti o, per lo meno, nessuno ha il coraggio di condannare apertamente liberismo e globalizzazione.

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La Spina nel Fianco

 

Confessioni di un fazioso

2006 lo storico leader politico Missino Tomaso Staiti di Cuddia delle Chiuse dà alle stampe per Mursia "Confessione di un fazioso" un vero atto d'amore (tradito) per un'Idea, per una comunità, e per un'area di riferimento che è storicamente anche la mia. In questo testo fondamentale, e nel successivo "Il Suicidio della destra - Non uno schianto ma una lagna", ci mostra una carrellata irriverente del Phanteon missino e post missino. Purtroppo nella mia avventura politica mi sono incrociato con "il "Barone nero" solo 2 volte, nel 1984 dove giovane segretario sezionale Toscano di area Niccolai cercai di promuoverne l'elezione alla Segreteria contro Giorgio Almirante, e nel 2008 quando accettò la candidatura nelle tre circoscrizioni Lombarde per "La Destra", partito dove militavo. Ne uscì un anno dopo, quando si capì che Storace strizzava l'occhio al "Popolo delle Libertà", io sono stato meno coraggioso, e l'ho fatto solo nel 2013. 

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