La solita strenna natalizia

Chi conosce la mia penna forse dirà che questo articolo è fuori luogo soprattutto in momenti come questo. Bene. Se così sarà vorrà dire che l’avrà nell’ intimo compreso. La democrazia per mantenersi in piedi ha sempre e comunque bisogno di un fantoccio. E’ il problema della pancia per cui lì, invece, si additano le dittature che con la scusa di risolvere il mondo tempestivamente negano (così dicono) la Libertà a tutti. Chi decide del bene di molti sono sempre i pochi che questi molti poi “a mezzo voto rappresentano”.

 In ciò nulla di nuovo nei secoli e quindi quale modo migliore di affermare che ciò che grazie ai nostri “nonni della costituente” e ai nostri “padri della stessa” che ci hanno presentato per democrazia altri non era che lo stesso volto della demagogia?

 Si vis pacem para bellum dicevano i Romani; è toccato prima a Saddam Hussein di cui ci siamo liberati per far comprare agli yankee il petrolio a metà prezzo e farlo rivendere al triplo del costo: questa è democrazia. Poi l’invenzione multimediale nella “società del controllo” della “primavera araba” e l’uccisione di Gheddafi con il conseguente “spostamento dell’asse terrestre“ a dirimere quella Italia uscita fuori dalla cortina di ferro e dalla Nato ed entrata con gli stessi piedi nell’ Europa di Maastricht.

 La storia si ripete. Ieri è maledettamente identico ad oggi; cambiano solo le modalità ma addirittura gli scenari sembrano essere identici.  Il ricordo di piazza Fontana 12 dicembre 1969, commistione di servizi in quel grande affaire di stato; proprio come l’11 settembre che trovo nel “matto pastore dell’alito di Allah nel deserto” Osama bin Mohammed bin Awad bin Laden la “colpa“ di un attacco dove in realtà a fronteggiarsi era un unico fronte fatto di due caste differenti.

 Ma voltiamo pagina… Oggi (o meglio ieri) 11 dicembre 2018 la polizia a marchio UE da la caccia ad un tale Cherif C. la cui storia assomiglia a quella che ha ispirato i vari Rambo di Sylvester Stallone.

Nazionalità Nordafricana, probabilmente addestrato nelle retrovie del Mukhabarat a piede libero anche dopo l’aggressione in pieno centro a Strasburgo vicino ai mercatini di Natale in una strada che fa da congiunzione con quella stessa dove si trova il parlamento Europeo.

 Acta est fabula, plaudite. Ovviamente ci credono e continuano a crederci tutti e per fare un parallelismo storico molto di più di quella “iniziale caldaia” che scoppiò a Piazza Fontana 49 anni orsono. Stesse procedure stessi carnefici; gli uomini al soldo del vero Nuovo Ordine Mondiale o se vogliamo dare più una “parvenza di normalità” i protettori di quella democrazia che con la scusa dei diritti di tutti gioca sul denaro e il potere di pochi; tanto quanto quelle “dittature” che loro biasimano, condannano all’ unisono (non a caso).

 Altro che anarchici o fascisti o islamici radicalizzati della prima ora! Il fantoccio costruito a regola d’arte e messo sotto l’albero come strenna natalizia serve ad ammansire quel popolo che oggi, a differenza del nostro, ha aperto gli occhi sulla dittatura Macron e proprio per questo se qualcuno si fosse dimenticato che tra 12 giorni è Natale e dovremmo essere più buoni ecco l’attentato ad hoc pronto servito confezionato. Ma i francesi non sono gli italiani o quello che resta di questa moltitudine di opinionisti da twitter.  

 E che dovremmo dire se questa paccottiglia ci venisse presentata ogni 30 anni circa? Coincidenza? Casualità? O non c’è nulla di nuovo sotto al sole tranne coloro che in queste sortite non programmate hanno perso non solo “capra e cavoli” ma la stessa vita?

Mi verrebbe voglia di girare questo intervento - sempre che lui lo sappia leggere – al Ministro on. Tajani che imperterrito ha  affermato ieri sera di “continuare a lavorare” per i paesi della UE, per la libertà, per i valori della democrazia ma prima ancora per quel controllo per cui si  è dato in passato e si da del “fascista” senza sapere che i veri fascisti -quelli anche senza Mussolini per intenderci - dovrebbero rappresentare il libero popolo in libera Patria e la loro sovranità essendo legittima e legittimata dovrebbe poter rispondere compatta a qualsivoglia attacco di una libertà condizionata solo dagli interessi non dei singoli ma della comunità tutta.

Ma per questo dovremmo forse attendere altrettanti Natali quanti sono quelli dell’Universo…


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Editoriale

 

C'è ancora un governo in Italia?

di Adriano Tilgher

Ci hanno fatto vivere due giorni di “suspense”, secondo loro. Il governo Conte cade o non cade? I numeri ci sono, non ci sono, il mercato delle vacche (alcune autentiche, con tutto il rispetto per l’animale sacro agli Indiani), i costruttori, i distruttori, i responsabili, gli irresponsabili… Parole, tutte vere, tutte false, tutti ad accapigliarsi ma per cosa? Per andare a votare? Come se non sapessimo che anche con il voto nulla cambierebbe, tutte le forze in campo sono controllate, nessuno ha un autonomo progetto politico, tutti sono liberisti o, per lo meno, nessuno ha il coraggio di condannare apertamente liberismo e globalizzazione.

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La Spina nel Fianco

 

Confessioni di un fazioso

2006 lo storico leader politico Missino Tomaso Staiti di Cuddia delle Chiuse dà alle stampe per Mursia "Confessione di un fazioso" un vero atto d'amore (tradito) per un'Idea, per una comunità, e per un'area di riferimento che è storicamente anche la mia. In questo testo fondamentale, e nel successivo "Il Suicidio della destra - Non uno schianto ma una lagna", ci mostra una carrellata irriverente del Phanteon missino e post missino. Purtroppo nella mia avventura politica mi sono incrociato con "il "Barone nero" solo 2 volte, nel 1984 dove giovane segretario sezionale Toscano di area Niccolai cercai di promuoverne l'elezione alla Segreteria contro Giorgio Almirante, e nel 2008 quando accettò la candidatura nelle tre circoscrizioni Lombarde per "La Destra", partito dove militavo. Ne uscì un anno dopo, quando si capì che Storace strizzava l'occhio al "Popolo delle Libertà", io sono stato meno coraggioso, e l'ho fatto solo nel 2013. 

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