Che maltempo che fa!

La domenica sera si recita a soggetto: teatrino della domenica sera di un inverno che stenta ad arrivare.

Accendo la tv e decido per un attimo di spegnere il cervello; mi abbandono alla trasmissione di Fazio “che tempo che fa” come farebbe un bambino che pur avendo scoperto quanto brucia il fuoco maggiore è la tentazione di metterci la mano su.

E provo con tutto me stesso a non avere pre-giudizi ad ascoltare ciò che il “ sommo profeta della religione degli pseudo disperati” confinato in quel di New York ha da dire …

Non ci riesco e come se per un attimo mi balenasse l’idea di essere passato nella piddini barricata inizio a pensare “esiterà mica un populismo invertito ? “

Roberto Saviano da Gomorra alla “paranza dei bambini” è la più tipica espressione di ciò. Se è vero che il dominio incontrastato in questi “giorni pigri e bui “per quanto riguarda Sovranismo e Populismo lo abbiano Bannon e i suoi l’anti-camera dell’opposto in Italia, dove manca una figura di spicco del mestiere ce l’ ha lui.

Ovviamente terminati gli schemi comuni delle “ terre dei fuochi e di “ e vvele” non potevamo che ritrovarcelo lì dove in tempi non sospetti chiese asilo anche il noto Buscetta e più o meno con la stessa verve a parlare del Messico e dell’ Honduras dei mille e mille uomini schiavi che tentano invano di passare la frontiera americana mentre il presidente Trump “ l’apocalittico leviatano” glielo impedisce quando dovrebbe impedire l’espatrio essere ai cartelli della droga e non alla povera gente  considerando -dice “ il tale” – che anche il presidente nell’armadio ha un fratello che è un poco di buono.

Quanto amore per il prossimo questo Saviano; quanto pietismo per la razza umana e per le sue sciagure storiche che ahimè non sa dovrebbero essere procurate da chi come lui gioca sulla pelle di chi non si fa fotografare con l’empire state building ma magari nel piccolo con una mela in bocca e quattro cinque proiettili in corpo viene trovato riverso in un angolo di Ottaviano. “Tiramm’ annanz’ “.

E così, come i Romani aspettavano i gladiatori al Colosseo ecco che il panem et circenses  è  servito nel salotto del miliardario conduttore e per rinforzare l’’idea che non siamo di sinistra ma uomini giusti e probi e per fortificare questo tipo di convincimento dal cilindro del mago sfoderiamo subito dopo un “ ottimo “ Nanni Moretti in forma smagliante che – se per caso nessuno lo avesse compreso – anche al fine di non considerare l’Homo moderno solo BCE e spread tira in ballo lo ius soli dando una piccola tirata d’orecchie al suo immenso partito che ha fatto tanto bene ma che si è lasciato sfilare di mano l’occasione per trasformare definitivamente questo insulso fazzoletto di terra in un melting pot piuttosto che in utopia.

Che strana questa gente che parla degli altri e lo fa in sublimata maniera autoreferenziale; la fantasia dell’uomo si sa è cosa smisurata, ma avete mai visto qualcuno raccontarvi del pranzo della Regina senza almeno aver mai sbirciato nella sala degli ospiti? poi possiamo condannare tutto e il contrario di tutto ma prima un giù la maschera riporterebbe il senso e significato VERO di ciò che ci apprestiamo ad analizzare.

Dalla rabbia adolescenziale e genuina a prendere il sopravvento è il sonno e il toscano stanco che tengo tra le dita sembra assopirsi pure lui.

Il salotto è servito e a voglia a criticare Costanzo; lui ha solo aperto le danze verso quel

“movimento televisivo” (l’unico che da 80 anni e più esiste in questa “ italiotta “ degenerata) dove tutto deve essere non solo nel “canone” che paghiamo ma nei canoni dello spettacolo e niente si deve superare per giudizio o per forma: il resto è solo avanspettacolo dei peggiori; mea culpa da confessionale dove tutti sputano e nessuno è disposto davvero ad un’analisi scevra da qualsivoglia ignavia ed  ipocrisia.

Avremmo potuto avere la svizzera anche se non è neanche essa l’ultima Thule; abbiamo preferito le chiacchiere (siamo sempre stati i migliori in quelli da Andreotti ad oggi) perché il pubblico paga per questo anche il “soggiorno dorato” a Roberto Saviano …

E allora – per tornare indietro -avanti tutta attendendo che qualche “risorsa ora come allora ci liberi deponendo cristi e crocifissi vari -  definitivamente “.  Vae Victis !


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Editoriale

 

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Certe volte mi sembra di vivere in un tempo non mio; tutto quello che per me è normale per chi gestisce i mezzi di comunicazione è assurdo e piano piano la gente si convince che è assurdo e, siccome dicono che viviamo in democrazia e i più si convincono che l’assurdo è normale, viviamo in una realtà che secondo me è falsa e distorta.

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La Spina nel Fianco

 

Influencer

1970, Adriano Celentano, assieme alla moglie Claudia Mori, interpreta una delle sue canzoni più famose e dal forte impatto sociale, “chi non lavora non fa all'amore”. Era l'epoca degli scontri sociali, delle ideologie vive, e ben nutrite dal sangue dei giovani caduti sulle opposte fazioni, il sogno del sessantotto, che aveva unito per pochi giorni una generazione, era già diventato l'incubo, dei diritti senza doveri, del 6 politico e del libero amore. La chiesa, dopo millenni, con la chiusura del Concilio Vaticano secondo si era spostata in direzione antropocentrica, (l'antropocentrismo, dal greco anthropos, uomo, e kentron "centro", è la tendenza a considerare l'uomo, come centrale nell'Universo).

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