Un boomerang, non una pietra

Era stata Asia Argento a scagliare la prima pietra contro il produttore Weinstein, innescando un meccanismo infernale, che ha travolto, sì, qualche colpevole di abusi sessuali, ma ha toccato anche molti innocenti, accusati ingiustamente, come dimostra la vicenda del regista Fausto Brizzi, messo sul banco degli imputati da una serie di attrici (o presunte tali) e poi pienamente scagionato dai magistrati.

La denuncia di Asia Argento fu seguita, in tutto l’universo, da quelle di centinaia di personaggi del mondo dello spettacolo, per la verità non tutti (anzi: pochissimi) di grande rilievo. Quasi tutte donne, ma anche qualche maschietto. Insomma, furono in tanti a rendere pubblico quel che tutti sapevano: per ottenere una parte o semplicemente una comparsata in un film o in un programma televisivo, spesso si finiva (e si finisce) a letto col produttore, col regista o col dirigente televisivo di turno.

Una storia vecchia, ma la Argento l’ha proposta sotto un aspetto diverso, sostenendo che a letto ci si finisce perché costrette (o costretti) e, dunque, si tratta di violenza. Personalmente, riteniamo che ogni caso vada giudicato singolarmente e che non si possa fare di tutta l’erba un fascio, ma, dopo le accuse di Asia Argento, registi e produttori furono visti, un po’ da tutti, come maniaci sessuali, ricattatori e approfittatori. E la rampolla della famiglia Argento, attrice più per discendenza che per meriti, è diventata ospite in tv, è stata intervistata da radio e giornali, per spiegare al mondo le violenze subite. Ottenendo anche un ingaggio in una nota trasmissione televisiva.

   Tutto bene, dunque, finché non è venuta fuori un’altra storiaccia di violenza sessuale, denunciata da un giovanissimo attore, secondo il quale proprio Asia Argento lo avrebbe aggredito sessualmente in un hotel, quando lui era ancora minorenne. Non solo: per farlo tacere, l’attrice di casa nostra gli avrebbe versato anche 380mila dollari. Lei nega i rapporti sessuali, ma conferma il bonifico di 380mila dollari, “anche se tra noi non c’era stato nulla: lo volle il mio compagno (morto suicida pochi mesi fa, ndr), per chiudere la vicenda senza pubblicità”.

La pietra scagliata dalla Argento, in definitiva, si è trasformata in un boomerang, tanto che adesso, per l’attrice, è a rischio il contratto in tv. E a noi non resta altro che tanta tristezza (e anche un po’ di vergogna), per essere costretti a commentare questa e altre vicende – finite sulle prime pagine dei “giornaloni” e su radio e tv – che  avrebbero il loro giusto posto in una rubrica intitolata “Ecchissenefrega”.


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Editoriale

 

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Sono in molti a chiedermi cosa si può fare per difenderci da quanto di tremendo è successo alla nostra Italia e quanto di peggio potrà accadere nei prossimi tempi. Ho sempre risposto: dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare sodo; ma mi sono reso conto che non era sufficiente ed oggi lo è ancora meno. La gente che si è messa a lavorare convinta in buona fede di seguire un progetto o, meglio, un’idea, c’è, ma nessuno si rende conto di quanto il sistema di potere abbia condizionato anche noi, di quali guasti abbia indotto nei nostri comportamenti e nelle nostre convinzioni.

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