L'immunità democratica di gregge

“L'immunità di gregge” la si riceve con  la vaccinazione mediatica della democrazia progressista o almeno così speravano i virologi capò della fattoria orwelliana, ogni strappo dal riformismo scientifico, dall'evoluzionismo sociale, ogni dissenso dal relativismo è eversione, sostantivo  caro al lessico comunista anni '70. Taglia netto tra rivoluzione e sovversione, la prima rimanda al radioso bolscevismo del 1917, alla lunga marcia di Mao, alla Sierra Maestra dei barbudos, ai vietcong  e perché no alla guerriglia sudamericana, dal Chapas al Perù, dalla narcotizzata Colombia fino allo stalinismo maduregno; la seconda ha invece un aspetto inquietante, “fascio-populista”, provoca  prurito cerebrale negli illuminati culi borghesi dei salotti televisivi, nei giornalisti proni e allineati, nell'occhio inquisitore dei social-dem come Fb.

Accade ohibò che l'elefante invece carichi l'asinello, lo spinga contro le white walls del Campidoglio a Washington, rendendo il ciuco balbuziente per la strizza persino sulla bocca dei sinistri inviati; sono il branco degli irriducibili trumpisti, lupi all'assalto del Congresso in quella che chiamano “protesta selvaggia”. Sfondano vetrate, s'arrampicano sui cornicioni, penetrano nel caveau del potere e fanno a pezzi l'immagine pacifista della democrazia americana, portano carbone nero, quel 6 gennaio, ai rami del Parlamento intenti a ratificare i risultati delle presidenziali.

Osservando le scene di occupazione dell'edificio simbolo dell'America e gli uppercut alla mascella dem, ci rimbalza a mente l'assalto al Congresso dei deputati spagnoli d'un manipolo di militari comandati dal ten. col. Antonio Tejero Molina, sparò un colpo  in aria nell'aula, i coraggiosi eletti si inguattarono sotto gli scranni facendo timidi capolini, c'è del ridicolo nella storia dell'uomo e nei suoi ricorsi.

La vexata quaestio, si sa, è e resterà l'ombra pesante di brogli elettorali, non esistono prove, è un'invenzione del tycoon Trump perché non accetta la sconfitta, tenta un “colpo do Stato” da repubblica delle banane, sentenziano i tanti Kaifa stracciandosi le vesti!

Orrore, l' avete visto tutti l'attentato in diretta alla democrazia, Trump ha bestemmiato la dea rigettando i risultati, Crucifige! Impeachment! Va cacciato dalla Casa Bianca, cancellato dalla storia degli U.S.A., bannato a vita sui social, possibilmente appeso a testa in giù da un qualche benzinaio.

Se la sinistra impazza, sull'onda sempre calda della lotta al razzismo, trovando migliaia di imbecilli talebani di statue, film, libri accusati di discriminazione, omofobia, sessismo, e tutto l'armamentario del “politicamente corretto”, evviva, evviva! Salamelecchi all'Inquisizione nei salotti, sull'inutile carta stampata (son tutti dello stesso coro), nei TG di mezzi busti senza opinione se non quella dettata dal fantozziano mega Direttore, un solo termine s'addice a questi sciuscià: prostituzione.

Democrazia vorrebbe che ci si interrogasse con serietà sul perché mezza America è convinta che le elezioni presidenziali di novembre siano state pilotate con dei brogli, pesa come un macigno il ricorso massiccio al voto postale, causa pandemia, ma eventuali magheggi non sono ad oggi dimostrabili, però i dubbi pendono  come spade appese e aleggiano sinistri sulla figura del nuovo anziano Presidente, ma ancor di più sulla democrazia  stessa dello zio Sam.

Noi cogliamo invece questo fiore di rivolta sbocciato in un'area politica da sempre ligia all'ordine e al dovere; qualcosa in U.S.A. s' è finalmente rotto facendo saltare in aria vecchi stereotipi sui repubblicani, parrucconi, conservatori, e bum all'improvviso guastatori di un sistema marcio, vuoto a perdere d'ogni valore, fedele genuflesso del think progress nel tempio laico della tecno-scienza, Minotauro voracissimo dell'età contemporanea.

Abbiamo udito l'urlo, non di Kerouac, ma di una rivoluzione conservatrice contro l'idolo Progresso, il Baal della sinistra cui ogni giorno, è bene sottolinearlo sempre, vengono sacrificati innocenti negati alla vita, gettati tra i rifiuti nel più turpe dei silenzi,

Poi le acque dello stagno si richiuderanno a breve, ma questa volta i ribelli hanno scritto una pagina di Storia, non sarà cancellata o strappata via e vedrete l'albero del ribelle darà i suoi frutti, mentre l'Europa covidizzata, imprigionata, langue in rianimazione, intubata proprio dai cinesi, e l'Italia? Una barzelletta da I repubblica, non fa ridere nessuno anzi induce a una triste rassegnazione.

Un omaggio ora ad Ashli Babbitt attivista uccisa dalla polizia mentre s'arrampicava a una finestra per entrare nel palazzo del Congresso. Era “una grande patriota” la ricorda il marito e noi le facciamo il nostro “Presente!”


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Editoriale

 

L’Italia com’è e come dovrebbe essere

di Adriano Tilgher

È imbarazzante leggere i quotidiani italiani. Tutte notizie senza alcuna rilevanza in prima pagina. Oggi fa da padrone il calcio con il campionato e la fine della super lega: un tentativo delle squadre ricche di decollare in imitazione dell’attuale sistema di potere.  Tentativo fallito ma emblematico della volontà razzista e monetariamente selettiva dell’attuale società che ci propone un unico mito, un solo valore: la ricchezza e il denaro. Il tutto con la borsa che dà il suo consenso.

Tutto il resto non conta; il resto, quello cioè che non è funzionale ai nuovi signori del mondo, non viene citato ma dominano solo i falsi riferimenti che si suppone gratifichino l’edonismo della gente comune, soprattutto quella educata dalla televisione di sistema.

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La Spina nel Fianco

 

Ti spedisco in Convento

Da anni non guardo più la tv "generalista" ma fra una riunione, mille telefonate, articoli da scrivere, post da rivedere, ogni tanto seguo una mia vecchia passione, quella del cinema, e dei prodotti televisivi, passione ereditata da un antico mestiere, quello del "Videotecaro", infatti ho esercitato la nobile professione dal 1984 sino al 1995. Nei VHS come nei libri, dischi e fumetti, ho dilapidato capitali, sottratti all'impegno politico, di questo chiedo umilmente scusa. Come mi devo scusare con i lettori se oggi parlerò di un argomento futile, un format, parola anglosassone che identifica quelle trasmissioni spazzatura d'oltreoceano che intasano ormai tutti i palinsesti. Per questo ho anche pagato (ben 99 centesimi), in quanto presente su una piattaforma streaming specializzata in documentari. Complice la segregazione, in orario post coprifuoco, mi è caduto l'occhio su Ti spedisco in Convento

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