Rien ne va plus

1986: Enrico Ruggieri partecipa al festival di San Remo con il brano "rien ne va plus" che otterrà il premio della critica, ne seguirà l'album "Difesa Francese" titolo mutuato dal gioco degli scacchi, (la difesa francese è una delle possibili sequenze di mosse iniziali). L'espressione rien ne va plus è costituita dalla parte finale della formula usata dai croupier per regolare i tempi delle puntate nel gioco della roulette (Faites vos jeux. Les jeux sont faits. Rien ne va plus «Fate i vostri giochi. I giochi sono fatti. Niente va più». Nella lingua italiana viene utilizzata in senso figurato per significare che quel che è stato è stato, che i giochi ormai sono fatti.

Domenica e lunedi abbiamo votato per il rinnovo dei consigli regionali in 7 regioni, Toscana, Campania, Puglia, Veneto, Marche, Liguria e Valle d’Aosta, la guerra tutta interna al partito unico liberista ha visto un sostanziale pareggio, 3 regioni sono state vinte dal centrodestra, 3 dal centrosinista, le elezioni che nella mente di Matteo Salvini autoproclamatosi leader dell'opposizione dovevano dare una definitiva spallata al governo, di fatto, ne sono divenute stampella. Il centrosinistra ha vinto in tre Regioni, Toscana, Campania e Puglia. 3 Veneto, Liguria e Marche hanno visto la vittoria del centrodestra, le Marche restano l’unica regione ad aver cambiato colore, dopo 25 anni di centrosinistra, a guidarla sarà ora un presidente espresso da Fratelli d’Italia, Francesco Acquaroli, 49,1% dei voti, contro il 37,3% di Maurizio Mangialardi del centrosinistra. In Toscana Eugenio Giani, rappresentante del Pd, ha vinto con il 48,6% dei voti, contro il 40,4% ottenuto dalla candidata della coalizione di centrodestra Susanna Ceccardi, espressione della Lega. In Puglia a vincere è stato Michele Emiliano, centrosinistra, governatore uscente, con il 46,9% dei voti, Raffaele Fitto, del centrodestra, ha ottenuto il 38,9%. In Campania Vincenzo De Luca, governatore uscente, sostenuto dal centrosinistra, ha stravinto, con il 69,6% dei voti, Stefano Caldoro, del centrodestra, si è fermato al 17,8% dei consensi. In Veneto la situazione è ribaltata, Luca Zaia, (centrodestra) governatore uscente, ha ottenuto il 76,8% dei consensi, Il candidato del centrosinistra Arturo Lorenzoni solo il 15,7%. In Liguria si conferma il governatore uscente, Giovanni Toti, del centrodestra, con il 56,13% dei voti contro il 38,9% di Ferruccio Sansa, sostenuto dal centrosinistra. In Valle d'Aosta la Lega è il primo partito, ma visto il sistema elettorale particolare i giochi sono ancora aperti.

Nella roulette della Politica gli italiani hanno puntato più che sui numeri, solo sul “colore”, il "Rosso ed il Nero" sono stati sostituiti dal Giallo Fuxia e dal Bluette, come li identifica sarcasticamente Diego Fusaro. I veri sconfitti di questo giro di ruota sono quelli che hanno puntato sul verde, su un'alternativa all'alternanza interna al fronte liberista. Le formazioni "altre" sia di destra che di sinistra, sovraniste e populiste sono rimaste allo zero virgola. Rizzo, Vox Italia, Movimento 3v, Riconquistare l'Italia, pur se con campagne elettorali coraggiose, e un forte tam tam sui social si sono dimostrate completamente ininfluenti. I "Leader" del centrodestra Salvini e Meloni, non hanno capito come la questione Covid abbia mutato la percezione dell’elettorato ed hanno regalato con il pronunciamento per il si al referendum nuova vita al rantolante movimento Cinque Stelle, praticamente scomparso dalla scacchiera politica, in più, tanto in Puglia che in Campania hanno fatto scendere in campo due ruderi, campioni del trasformismo politico. In Toscana la scelta su Susanna Ceccardi, sembra essere stata motivata più dalla lettura del Decameron di Giovanni Boccaccio, che da quella di “L’arte della guerra”di Sun-Tzu.

I partiti ideologici non esistono più, le maggiori vittorie, rappresentate da Vincenzo de Luca in Campania, e da Luca Zaia in Veneto, rappresentano vittorie personali, che esaltano una figura di Leader, carismatico, decisionista, De Luca è ostile a Zingaretti, Zaia a Salvini, sono i governatori più in linea con il "Regime del Covid", entrambi promotori della dittatura sanitaria imposta dai mercati e dall'O.M.S. Col pretesto della pandemia e con l'arma della demagogia, agenti dominati della dominazione, si sono resi responsabili del trapasso di quel poco che restava della democrazia in Italia. Una classe dominante priva di coscienza, deideologizzata, che si proclama orgogliosamente antifascista e anticomunista non poteva che fare quello per cui è stata incaricata, imporre il regime del liberismo reale, e blindarlo contro qualsiasi opposizione. "Les jeux sont faits" che fare? Abbandonare Roulette, scacchi e Politica e darsi all'Ippica? oppure prepararsi ad una nuova partita studiando come porre le pedine sulla scacchiera, 8Difesa Francese?), lasciando da parte re e regine. I Leader diventano tali solo se comprendono le necessità della propria comunità, lasciamo la gestione verticistica ai movimenti di sistema, noi proviamo a costruire un contenitore unico dal basso e studiamo modi e metodi per riappropriarci delle nostre sovranità, considerando che una via elettorale alla democrazia potrebbe essere oramai impossibile.


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Editoriale

 

La dittatura Conte

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Siamo in pieno regime: terrorismo televisivo quotidiano, distanziamento personale, coprifuoco, chiusura di piazze e strade, chiusura dei punti di ritrovo, distanziamento sul lavoro e spersonalizzazione dello stesso, distanziamento nelle scuole superiori, divieto assoluto di congressi e convegni, impossibilità di svolgere attività politica. Durante il ventennio non si è mai arrivati a tanto, neanche nei periodi bui della guerra civile.

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Il nuovo DPCM, l'ultimo di una lunga serie, subdolamente toglie ancora spazi di libertà, tolte le possibilità di assembramento, chiusi i bar alle ore 18, ed i ristoranti alle ore 24, vietate attività culturali, congressuali, e convegni, aumentate le pene economiche (e non solo) per chi non indossi la museruola, il tutto nel quasi totale silenzio delle opposizioni, a parte qualche leggero mugugno della leader di Fratelli d'Italia, tutto tace, i vecchi rivoluzionari sembrano arresi, e i giovani paiono più interessati al nuovo gadget inutile da acquistare su Amazon, che ad una rivolta contro chi li rinchiude in casa, impedendone la socializzazione. Ma è davvero così?

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