Il senso dello Stato

Povera Italia!

In balia di questi poveracci che non si rendono conto delle meschine figure che stanno facendo e che, cosa più grave, queste meschine figure le stanno facendo in nome dell’Italia. Uno spettacolo indecoroso.

Non si salva nessuno.

Alcuni giorni or sono il presidente della regione Lazio, nonché segretario nazionale del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, ha tenuto una conferenza stampa presso l’ospedale Spallanzani di Roma per annunciare l’inizio della sperimentazione del vaccino italiano contro il coronavirus, da cui, dicono, bisogna continuare a proteggersi perché ogni giorno si scoprono nuovi casi in Italia, al punto che è stato prorogato la stato di emergenza e si stanno creando infiniti problemi ai giovani che devono tornare a scuola. Durante la stessa conferenza stampa ha preso la parola il direttore sanitario dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive, Francesco Vaia, il quale ha affermato di aver iniziato la sperimentazione su un solo paziente e che, se tutto andrà bene, continueranno la sperimentazione in un’altra nazione, probabilmente in sud America perché “al di là di quello che si dice, in Italia non abbiamo quella catastrofe, non abbiamo tutti quei pazienti, tutti quei malati” da poter realizzare la sperimentazione.

Il nostro “beneamato” presidente del consiglio, Giuseppe Conte, appoggiato dal sunnominato Zingaretti e dal ministro degli esteri pentastellato, Luigi Di Maio, ha approfittato della catastrofe, che (come abbiamo visto sopra) non c’è (al punto da dover cercare pazienti fuori Italia), per prorogare lo stato di emergenza e inserire nel decreto di proroga un breve paragrafo che riserva a lui personalmente di prorogare o confermare la nomina dei vertici dei servizi di sicurezza italiani. Questa piccola nota di enorme importanza per il controllo del potere è stata introdotta ovviamente in periodo estivo e sotto silenzio, ma fortunatamente, in questo caso, l’opposizione, troppe volte connivente con gli uomini del governo, ha denunciato il fatto.

Premesso che non capiamo come possa rientrare in un decreto che riguardi un’epidemia la nomina dei servizi segreti, la questione non è stata gradita neanche da numerosi parlamentari del Movimento 5 Stelle, principale partito di sostegno del governo, che hanno presentato una mozione per la cancellazione di questo comma relativo ai servizi segreti.

Qui nasce l’ennesima figura caprina della cosiddetta classe politica nostrana: Conte ha iniziato a battere i piedi come i ragazzini, dimostrando che proprio quella clausola è la ragione della proroga di uno stato di emergenza ormai finito; i vertici del PD e dei 5 Stelle si sono mobilitati per convincere i firmatari a ritirare la mozione; questi ultimi, dimostrando la loro inadeguatezza, hanno dichiarato di non aver capito l’importanza della questione ma che lo avevano fatto per un vago principio di libertà e giustizia. Principio che si è subito dissolto appena Conte ha dichiarato di mettere il voto di fiducia al governo su tutto il decreto di proroga dell’emergenza, dimostrando così la sua volontà golpista e la consapevolezza di alte coperture.

I più informati sostengono che almeno 20 deputati firmatari della mozione sono tra i più fedeli di Di Maio, che ha prontamente smentito qualsiasi suo coinvolgimento.

Lo stesso Di Maio, poi, insieme al sottosegretario Di Stefano, si è recato in Libia, pare su mandato degli USA, per recuperare in quei territori il prestigio ed il potere perso, cercando di sottrarli alla Turchia che, pur essendo una nazione della NATO, ha fatto un accordo con la Russia per chiedere ed ottenere dalla Libia il controllo del Mediterraneo Orientale. Spero, ma ci credo poco, che questi politici da operetta, che ci rappresentano, capiscano che i nostri interessi geopolitici ed economici, in quello scacchiere, non coincidono con quelli americani, che giustamente perseguono i loro, e che il principale rivale per noi non è la Turchia, che pure va ridimensionata, ma la Francia che ci ha spodestato dalla nostra posizione di preminenza.

Come si fa ad affidare il futuro della nostra nazione a questi soggetti che non hanno idea di cosa vogliano dire responsabilità, dignità e senso dello stato?

Mattarella? Ancora non pervenuto.


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Editoriale

 

Elezioni: il giorno dopo

di Adriano Tilgher

Diventa difficile comprendere, dopo questa ultima tornata elettorale, quali siano le posizioni in campo e soprattutto quali siano le differenze tra i vari partiti. Ancora una volta centro destra e centrosinistra hanno dimostrato di essere identici e di non voler in alcun modo differenziarsi. Anche i cosiddetti sovranisti, o populisti che dir si voglia, hanno dimostrato chiaramente quello che andiamo dicendo da tempo: non sanno cosa voglia dire essere dalla parte del popolo o propendere per il ritorno della sovranità al popolo.

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La Spina nel Fianco

 

Rien ne va plus

1986: Enrico Ruggieri partecipa al festival di San Remo con il brano "rien ne va plus" che otterrà il premio della critica, ne seguirà l'album "Difesa Francese" titolo mutuato dal gioco degli scacchi, (la difesa francese è una delle possibili sequenze di mosse iniziali). L'espressione rien ne va plus è costituita dalla parte finale della formula usata dai croupier per regolare i tempi delle puntate nel gioco della roulette (Faites vos jeux. Les jeux sont faits. Rien ne va plus «Fate i vostri giochi. I giochi sono fatti. Niente va più». Nella lingua italiana viene utilizzata in senso figurato per significare che quel che è stato è stato, che i giochi ormai sono fatti.

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