La politica

Il vocabolario Treccani definisce la politica come “la scienza e l’arte di governare”.

Purtroppo quelli che oggi si dicono politici non mi sembrano né scienziati né artisti e quindi neanche politici. Qualcuno sarà colto, qualche altro laureato, qualche altro ancora esperto di musica, di canto e di teatro ma ben altra cosa è essere persone che conoscono “l’arte e la scienza di governare”.

Basti guardare l’operato di Conte, i suoi collaboratori più stretti, i suoi ministri, i suoi decreti, il modo in cui comunica, per capire che la politica è altrove.

Ma dove? Con il bravo Gigino o con il semiscomparso Fico? Con le trovate della Azzolina o con la sapienza giuridica di Buonafede? Con lo stile della Taverna o con l’”ectoplasma” Crimi?

L’elenco sarebbe lungo e coinvolgerebbe gli uomini di tutti i partiti, forse qualche eccezione c’è ma non è a mia conoscenza. Dovremmo fare l’elenco di tutti: Zingaretti, Gualtieri, Gentiloni, Speranza…

Basta vedere le cose che hanno detto, quelle che hanno fatto ma soprattutto quelle che non hanno fatto.

La politica è una cosa seria soprattutto perché dovrebbe occuparsi del benessere e del futuro dei popoli, il tutto in una visione complessiva del cammino di una nazione.

Benessere che riguardi prima di tutto i valori fondanti di una comunità che sono l’etica, la lealtà, l’onestà, il coraggio e poi, in un ritrovato spirito comunitario, dare a tutti le stesse opportunità, una profonda socialità e un’equa soddisfazione economica. In pratica si tratta di essere portatori di un progetto complessivo animato da una serie di valori inalienabili.

Qualcuno sa dirmi qual è il progetto complessivo di uno qualunque dei sedicenti politici nominati ed anche di quelli non nominati? I più scaltri camminano fiutando il vento, in caccia delle occasioni del momento, senza un’idea complessiva, dediti più alla battuta che alla costruzione. Gli altri si prostrano servili a chi può garantirgli un posto in lista che permetta l’elezione.

 Sia chiaro, parlo di progetto, non di programma, questo sì che lo hanno tutti e proprio dalla lettura dei programmi che si capisce l’inesistenza di una visione coerente di una società in cui si vuole vivere e tutta da costruire. Insomma, tutte chiacchiere.

In cosa si differenziano i vari programmi? In nulla. E’ questa la prova principe della totale mancanza di capacità politica. “Nel sistema politico attuale, non è possibile risolvere le grandi questioni sul tappeto ma bisogna avere il coraggio e la capacità di costruire un sistema politico alternativo, più a dimensione umana e completamente svincolato dalle esigenze economiciste che vanno sottoposte alla capacità di crescita spirituale, etica e sociale dei popoli, secondo le proprie peculiarità e specificità culturali ed ambientali.”

Oggi si continua a sostenere che la politica è l’amministrazione dell’esistente e proprio per tale motivo i nostri sedicenti politici nel migliore dei casi possono definirsi amministratori ed anche in questo ruolo si sono dimostrati incapaci e, in molti casi, corrotti.

Oggi l’Italia ha bisogno di una classe politica vera che si avvalga di una serie di amministratori competenti ed onesti.

Costruiamola!!


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Editoriale

 

Elezioni: il giorno dopo

di Adriano Tilgher

Diventa difficile comprendere, dopo questa ultima tornata elettorale, quali siano le posizioni in campo e soprattutto quali siano le differenze tra i vari partiti. Ancora una volta centro destra e centrosinistra hanno dimostrato di essere identici e di non voler in alcun modo differenziarsi. Anche i cosiddetti sovranisti, o populisti che dir si voglia, hanno dimostrato chiaramente quello che andiamo dicendo da tempo: non sanno cosa voglia dire essere dalla parte del popolo o propendere per il ritorno della sovranità al popolo.

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La Spina nel Fianco

 

Rien ne va plus

1986: Enrico Ruggieri partecipa al festival di San Remo con il brano "rien ne va plus" che otterrà il premio della critica, ne seguirà l'album "Difesa Francese" titolo mutuato dal gioco degli scacchi, (la difesa francese è una delle possibili sequenze di mosse iniziali). L'espressione rien ne va plus è costituita dalla parte finale della formula usata dai croupier per regolare i tempi delle puntate nel gioco della roulette (Faites vos jeux. Les jeux sont faits. Rien ne va plus «Fate i vostri giochi. I giochi sono fatti. Niente va più». Nella lingua italiana viene utilizzata in senso figurato per significare che quel che è stato è stato, che i giochi ormai sono fatti.

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