Qualcosa si muove

Negli oltre due anni di vita di questo nostro Pensiero Forte abbiamo descritto quanto di orribile si sta realizzando in tutti i settori della società, non solo italiana ma di quasi tutto il mondo, in particolare quello occidentale.

Tutto ciò che era certo, sicuro, incontrovertibile, oggi viene messo in discussione, ma non per una nuova e diversa concezione filosofica o una nuova dottrina o una nuova ideologia, ma soltanto per una serie abominevole di condizionamenti, informazioni distorte, forme di educazione aberranti e antisociali, univocità del messaggio comunicativo corrotto e corrompente. Il tutto agevolato da classi politiche incapaci, vendute al potere monetario e finanziario dominante.

La conseguenza di questa volontà di distruggere lo spirito critico e quindi il senso autentico di libertà di pensiero è nella destrutturazione dell’uomo che è inteso solo come consumatore imbelle reso improduttivo sul piano delle idee e della creatività: un automa.

Ho sempre sostenuto che la natura umana, proprio per la sua stessa struttura e per la sua valenza spirituale, avrebbe messo in campo degli anticorpi naturali che avrebbero potuto rivoltare la situazione.

Tutto questo in Italia sta iniziando a muoversi, sono troppi e tanti i sintomi di rigetto nonostante il bombardamento mediatico unilaterale, gli insegnamenti devianti nella quasi totalità della scuola e dell’università, la sempre più grave dissoluzione della famiglia, l’abdicazione pressoché generale della chiesa dal suo ruolo di riferimento educativo.

Nella politica questo è stato evidente con tutti i sommovimenti, irrazionali o pilotati male, di questi ultimi anni, dove inconsapevolmente il malessere interiore (gli anticorpi di cui parlavo) ha portato a creare e distruggere varie forze politiche; purtroppo senza che vi fosse nessuno che avesse capito cosa stava succedendo e dove quel malessere andava indirizzato, per cui spesso è stato strumentalizzato proprio dai servi di quel sistema di potere contro cui era rivolto.

Oggi però le intelligenze più vive, gli uomini più colti, i veri spiriti liberi in varie parti d’Italia autonomamente si stanno raccogliendo in cenacoli spontanei con un unico scopo: impedire la dissoluzione dell’uomo, salvare l’umanità.

Si tratta di giornali, circoli, associazioni, centri studi, blog, fondazioni, accademie ecc.; molti di questi negano l’impegno politico, ma non possono non sapere e capire che è la cosa più politica che si possa fare.

Tutto questo ho potuto riscontrarlo in ogni angolo d’Italia e ognuno di questi gruppi vive solo in funzione dell’obiettivo; un obiettivo grande, enorme, parrebbe irraggiungibile viste le esigue forze di ogni singola realtà e l’enorme strapotere del nemico da abbattere.

Ora però iniziamo a collegare queste realtà, iniziamo a metterle insieme, non per fare un partito, almeno per il momento, ma per coordinare il lavoro, per fare una suddivisione dei compiti e per rendere unitario il messaggio base e il linguaggio, rifuggendo tutti i luoghi comuni impostici dal pensiero unico dominante.

C’è chi si occuperà di definire una base comune di idee da cui partire, chi della loro coniugazione in un linguaggio più semplice ed accessibile per tutti, chi di fare scuola, chi di creare gli indispensabili collegamenti internazionali perché, come abbiamo detto, il problema è di tutta l’umanità, chi di trasformare tutto questo in programmi concreti, chi di organizzare i collegamenti tra le diverse realtà.

Sapete dove è il bello di tutto questo? Che in tale azione spontanea sono impegnate persone delle più varie estrazioni culturali, di tutte le generazioni e di tutti i ceti sociali, e soprattutto di differente formazione politica, anche antitetica in passato. Ieri ci siamo combattuti oggi ci rendiamo conto che il panorama sociale è mutato e il nemico va combattuto insieme.

Forse, se uniamo le forze, possiamo fare in tempo a salvare l’Italia e, scusate la presunzione ma le due cose sono unite, il mondo intero.


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Editoriale

 

La politica

di Adriano Tilgher

Il vocabolario Treccani definisce la politica come “la scienza e l’arte di governare”.

Purtroppo quelli che oggi si dicono politici non mi sembrano né scienziati né artisti e quindi neanche politici. Qualcuno sarà colto, qualche altro laureato, qualche altro ancora esperto di musica, di canto e di teatro ma ben altra cosa è essere persone che conoscono “l’arte e la scienza di governare”.

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La Spina nel Fianco

 

L'anno che verrà

1978, Lucio Dalla esce nei negozi di dischi (allora ancora esistevano) con l'album "Lucio Dalla" contenente il brano "l'anno che verrà". Il brano fu dedicato ad un suo grande amico Giuseppe Rossetti, incarcerato per motivazioni politiche e rinchiuso in prigione alla Dozza. Si racconta che Lucio passò una notte di Capodanno in compagnia di Giuseppe in carcere. La prima versione del testo venne scritta nella casa di Rossetti a Monghidoro. Il testo venne poi rivisto da Lucio Dalla insieme al frate domenicano padre Michele Casali. Nel testo, riferimenti ai "sacchi di sabbia vicino alle finestre", o alla scomparsa dei "troppo furbi e dei cretini di ogni età".

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