Per una rivolta ideale

Una notevole due giorni de “Il Pensiero Forte” a Montecatini Terme, sabato e domenica scorsi, sul tema “Per una Rivolta Ideale” con interventi stupendi di altissimo livello seguiti da un folto ed attento pubblico.

Un importante sforzo organizzativo coronato da un meritato successo: quattro mezze giornate intense da cui siamo usciti tutti più consapevoli della dura battaglia che stiamo combattendo ma anche della ineludibile necessità di affrontare il confronto con le aberrazioni antiumane della società contemporanea.

Si è iniziato sabato 30 novembre, alle 9, parlando di geopolitica del Medio Oriente, tema magistralmente introdotto da Paolo Borgognone, giovane studioso, autore di un recente libro sull’Iran islamico, seguito dalle testimonianze dirette della giovane Hanieh Tarkian italiana di origini iraniane, autrice di numerosi libri e studi, e del preparatissimo ed intelligente siriano, Ouday Ramadan. Il tutto veniva concluso e sintetizzato dall’ottimo intervento di Luciano Lago, principale curatore del sito controinformazione.info, che auspicava il prossimo avvento di un mondo multipolare.

Il tema è stato ripreso ed approfondito sul piano filosofico, la domenica successiva, dal ricercatore Andrea Virga e dal professore Francesco Lamendola e concluso da un magistrale intervento in diretta video da Mosca del filosofo e politologo Aleksandr Dugin che ha sostenuto, a conferma di quanto sviluppato dagli altri relatori, la ormai irreversibile decadenza del mondo unipolare americanocentrico, in quanto altre civiltà stanno assumendo ruoli importanti sullo scacchiere geopolitico: quella cinese, la russa, l’islamica e siamo in attesa che risorga quella europea.

Il sabato pomeriggio è stato assorbito dalla drammatica situazione della bioetica le cui ricerche stanno assestando colpi incredibili in funzione della destrutturazione dell’essere umano. Roberto Pecchioli ha sapientemente e con particolare efficacia descritto l’attacco alla virilità che viene portato dal pensiero unico dominante mentre la giovane e preparata Giulia Bovassi, bioeticista anche presso l’UNESCO, oltre a documentare i gravi danni già inferti al vivere civile sia in materia di famiglia che in riferimento ai generi ha portato a conoscenza dei nuovi rischi che la sedicente ricerca liberista e libertaria porta per il genere umano sia con le tecniche per modulare i pensieri, sia con un risorgente cannibalismo.

Gli stessi temi, anche se orribili e drammatici, sono stati trattati con indiscutibile “verve” e con la solita simpatia, da Silvana De Mari, appassionata combattente per il diritto alla normalità.

Marco Mori ha parlato di diritto ed economia sottolineando come impedire l’intervento dello stato in economia, come avviene con i trattati internazionali ed in particolare quelli UE, contraddice la Costituzione italiana.

Particolarmente suggestivo l’intervento di Emanuele Casalena che ha parlato della necessità di ritorno al sacro come unica via per ristrutturare l’uomo e ricreare una società a dimensione umana, tema toccato da quasi tutti i relatori ed approfondito con impeccabile competenza dal Professor Lamendola, che ha definito con parole semplici e comprensibili la necessità di tornare alla ragione naturale ed alla legge naturale.

Da ultimo il filosofo Diego Fusaro, da pari suo, ha parlato di sovranità e della necessità di uno stato nazionale sovrano.

Alla fine tutti i convenuti, preso atto dello sfaldamento totale dell’Italia in quanto nazione e dell’imbarbarimento autodistruttivo della società e della cultura occidentale, hanno accolto con speranza la proposta di istituire un centro studi nazionale che colleghi tutte le realtà e le persone disponibili a costruire un argine contro la dissoluzione con lo scopo, oltre che di collegare, di fare scuola politica, di definire i contorni di un progetto politico ed infine di stilare i programmi funzionali al progetto stesso.

Ora si tratta di rimboccarsi le maniche e correre ai ripari: il tempo sta scadendo!


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Editoriale

 

La politica

di Adriano Tilgher

Il vocabolario Treccani definisce la politica come “la scienza e l’arte di governare”.

Purtroppo quelli che oggi si dicono politici non mi sembrano né scienziati né artisti e quindi neanche politici. Qualcuno sarà colto, qualche altro laureato, qualche altro ancora esperto di musica, di canto e di teatro ma ben altra cosa è essere persone che conoscono “l’arte e la scienza di governare”.

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La Spina nel Fianco

 

L'anno che verrà

1978, Lucio Dalla esce nei negozi di dischi (allora ancora esistevano) con l'album "Lucio Dalla" contenente il brano "l'anno che verrà". Il brano fu dedicato ad un suo grande amico Giuseppe Rossetti, incarcerato per motivazioni politiche e rinchiuso in prigione alla Dozza. Si racconta che Lucio passò una notte di Capodanno in compagnia di Giuseppe in carcere. La prima versione del testo venne scritta nella casa di Rossetti a Monghidoro. Il testo venne poi rivisto da Lucio Dalla insieme al frate domenicano padre Michele Casali. Nel testo, riferimenti ai "sacchi di sabbia vicino alle finestre", o alla scomparsa dei "troppo furbi e dei cretini di ogni età".

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