RECENSIONI: “Schiavi digitali” di Riccardo Tennenini

È con una lunga citazione di Elon Musk[1], tanto agghiacciante quanto realistica, che si apre il nuovo libro di Riccardo Tennenini, giovane scrittore ferrarese che all’attivo conta già diversi titoli e numerose collaborazioni, poliedrico nella sua trattazione che spazia dall’economia alle scienze sociali, passando per la storiografia e i romanzi psicologici.

Schiavi digitali è il titolo, sotto cui leggiamo “alienazione, narcisismo e controllo al tempo dei social network”, dando subito una chiara idea degli argomenti trattati, di estrema attualità ed interesse socio-politico, per niente banale e facile da trattare. Eppure, l’autore riesce in poco più di 200 pagine a scrutare in lungo e largo i molteplici aspetti del fenomeno dei social network e di come essi hanno – e stanno – modificato lo stile di vita individuale e comunitario, con tutti gli effetti, più negativi che positivi, che ciò ha comportato.

Partendo da una analisi del rovesciamento del mondo, in cui l’uomo si ritrova ad essere succube della tecnica e non più solo padrone, Tennenini esplora immediatamente la dimensione politica, mostrando come il Bene comune sia messo ulteriormente in scacco da un nuovo capitalismo che definisce smart, e che pone le sue basi sulla rivoluzione dell’informazione e della cibernetica, che lo stesso Heidegger riconosceva essere il sostituto della filosofia nel mondo post-moderno.

Tale modificazione della concezione della vita politica porta ad un radicale cambiamento del paradigma di vita delle persone; ecco che l’autore presenta, nella loro autentica crudezza ma con approccio sempre critico e riflessivo, le dimensioni patologiche delle persone che vivono immerse, consapevolmente o meno, nella realtà digitale.

Non solo, però, youtubers e influencers, selfie e black Friday, perché il web è fatto anche di lati oscuri e troppo spesso ignorati, come il deep web, la cybersessualità con la relativa pedopornografia e prostituzione, il commercio delle persone e delle personalità. Il tutto sotto il controllo dell’onniveggente occhio del padrone digitale, che si chiami Apple o Google o in altro modo.

Tratto specifico del libro è l’attenzione che Tennenini riserva ad alcune tematiche strettamente mediche, come gli studi sulla dopamina in rapporto all’uso dei social e i danni neurologici prodotti dal consumismo digitale, specialmente se sin dalla giovane età.

Insomma, un libro che ci permette, anche attraverso una interessantissima bibliografia di fondo, di esplorare i diversi orizzonti del fenomeno della schiavitù digitale, senza la pretesa di esaurirne la problematicità ma con il coraggio di affermare una verità che richiede di essere conosciuta e presa in considerazione con la necessaria serietà, per darne una risposta metafisica, psicologica, sociologica, medica e politica che sia volta veramente al Bene dell’uomo.

Il libro, edito da Passaggio al Bosco, è disponibile su internet e nelle migliori librerie.

 

[1] Fondatore, CEO e CTO di Space Exploration Technologies Corporation (SpaceX), co-fondatore, CEO e product architect di Tesla e co-fondatore e CEO di Nauralink; Presidente di SolarCity, fondatore di The Boring Company e co-fondatore di PayPal e OpenAl.


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Editoriale

 

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“Dilettanti allo sbaraglio” è stata una delle definizioni meno offensive nei riguardi del governo Conte, Di Maio e Zingaretti, da me provocatoriamente definito governo Renzi, dal nome di chi li controlla e li gestisce a suo piacere. La definizione sembra “azzeccata”, ma lo è solo nella prima parte perché ad essere sbaragliati non sono i “dilettanti” ma gli Italiani e l’Italia tutta, che si sta coprendo di ridicolo e si sta giocando quello che rimane della sua capacità industriale.

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Banda Bassotti

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