Un altro attacco al contante

Leggevo che il presidente dell’EBF (Federazione delle Banche Europee), Jean Pierre Mustier, durante un’intervista ad una televisione francese, alcuni giorni or sono, aveva dichiarato che, secondo le indicazioni della BCE (Banca Centrale Europea) ed in applicazione al principio di trasmissione, gli effetti dei tassi negativi vanno trasferiti ai clienti delle banche stesse. Cioè a dire sono sempre i cittadini coloro sulla cui schiena devono essere scaricati i problemi.

Il signor Mustier, però, oltre ad essere presidente dell’EBF, è anche ceo (termine che equivale all’italianissimo “amministratore delegato” di quando il nostro processo di svendita e colonizzazione non era stato ancora ultimato) dell’UNICREDIT, banca che fu italiana, che detiene un’importante partecipazione azionaria nella Banca d’Italia (grazie alla fusione con la storica banca di interesse nazionale Credito Italiano) e che è il secondo più importante gruppo operante in Italia.

Infatti proprio ieri il ceo di Unicredit ha dichiarato che dal 2020 inizieranno a scaricare sui contocorrenti con capitali superiori ai 100.000,00 euro i tassi negativi invitando le altre banche ad adeguarsi a quanto fatto dalla BCE. Promette anche che inviterà la propria clientela ad investire diversamente i propri soldi in modo quanto meno di non avere un tasso negativo (ma come è buono lei!!! Sussurrava Fantozzi).

Si prepara pertanto una nuova stangata sul risparmio italiano, che, essendo fra i più alti del mondo, è sotto attacco della finanza internazionale che, con la complicità dell’attuale governo antisociale, se lo vuole assorbire.

Alcuni subiranno in silenzio questa nuova tassa privata (ricordiamoci che la BCE non è una banca di stato), altri accetteranno le oscene proposte di investimenti a rendimento zero, altri ancora porteranno via la propria liquidità, con il risultato dell’ulteriore impoverimento dell’Italia.

Ci viene il sospetto, e forse qualcosa di più del semplice sospetto, che si voglia indebolire sempre più l’economia reale italiana, quella costruita sul denaro e sugli investimenti, per trasferire la liquidità fuori dal territorio nazionale o investirli sul mercato finanziario in operazioni dal dubbio risultato. Il rastrellamento della nostra liquidità continua!

Chi ci difende da questo ennesimo attacco? Conte? No, è troppo preso a curare il suo bell’aspetto. Di Maio? No, neanche lui troppo impegnato nel gioire per aver eliminato alcune poltrone, come se fosse vero (e purtroppo oggi lo è) che i parlamentari servano solo ad occupare poltrone. Zingaretti? Nemmeno, poveretto come fa ad occuparsi di questi problemi quando deve preoccuparsi di gestire un partito ed una regione in via di decomposizione? Allora ci penserà Renzi. Ecco sì proprio lui, quello che ci voleva far approvare una nuova costituzione che avrebbe reso automaticamente leggi dello stato i diktat finanziari dei burocrati al servizio della BCE, quella che molto impropriamente i venduti di stato chiamano Europa.

Ci possiamo difendere noi cittadini da soli, mettendoci insieme e cacciando servi e venduti, traditori e mistificatori, riscoprendo la nostra forza che deriva dall’identità, dalla storia, dalla cultura, dall’intelligenza del nostro popolo.

Facciamolo prima che sia troppo tardi.


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Editoriale

 

La voglia di agire

di Adriano Tilgher

La percepisco nell’aria questa forte voglia di agire, di porre un freno alla decadenza di una nazione come l’Italia, faro di cultura per il mondo intero. E’ una sensazione dolce e forte che sento vibrare in ogni luogo d’Italia dove mi reco; è la stessa sensazione che provavo quando vincemmo uniti contro il referendum con cui Renzi voleva legarci mani e piedi ai diktat dei burocrati di Bruxelles e dei ragionieri della BCE. Era bello vedere ex socialisti, ex fascisti, ex comunisti, ex liberali, ex democristiani uniti per difendere l’Italia dalle aberrazioni che il pensiero unico globalizzante cercava e cerca di rendere normalità.

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La Spina nel Fianco


 

Cedesi attività

Dal 4 ottobre il canale satellitare Sky Atlantic manda in onda la prima puntata di "1994" seguito della fortunata serie che riporta le date della fine della cosiddetta prima repubblica, 1992 e 1993, la saga è il capitolo conclusivo della trilogia, che narra in maniera romanzata le vicissitudini della politica italiana prima, durante e dopo l'inchiesta "Mani Pulite".  La fiction si snoda tra il pool mani pulite, Arcore, le sedi del PDS Forza Italia, ristoranti di lusso, e prostitute di alto bordo, ma non in mare, un alone di mistero sarebbe potuto essere aggiunto parlando di una minicrociera al largo di Civitavecchia.

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