Diminuiscono i margini di libertà

Ritorna l’Italia dell’emergenza e, di emergenza in emergenza, diminuiscono i margini di libertà.

Negli anni passati c’era l’emergenza mafie che ha portato pesanti restrizioni sia sul piano economico finanziario che sul piano della vita di ogni giorno.

La stessa cosa è successa con l’emergenza terrorismo che ha reso più difficile la circolazione monetaria e l’acquisto e la detenzione d’armi. Come se queste restrizioni preoccupassero in qualche modo mafiosi e terroristi e non fossero servite soprattutto a limitare i margini di manovra e di libertà dei cittadini onesti e rispettosi delle leggi: le vere vittime di queste normative.

La stessa cosa sta accadendo con questa finanziaria in cantiere. La volontà di incentivare, con la scusa della lotta all’evasione fiscale, l’uso delle carte al posto del denaro contante è un un’ulteriore favore che si fa alle banche ed al sistema di potere attuale basato sulla finanza e sul controllo delle transazioni.

Tutto nella nostra vita è tracciato e computerizzato, sanno quello che compriamo, quello che mangiamo, vogliono sapere quanti caffè prendiamo al giorno, quante sigarette fumiamo, quante volte andiamo al ristorante, tra un po' vorranno sapere quanto tempo passiamo nei bagni pubblici o privati che siano ed altre amenità del genere.

Ovviamente ci faranno firmare cumuli di carte per la tutela di quella che viene chiamata, con un termine giustamente inglese, visto che è una presa per i fondelli, “privacy”. Salvo poi vederci recapitare su tutti i nostri numeri e indirizzi privati le pubblicità più disparate da varie parti del globo.

Quanto poi all’evasione, che dicono di voler combattere, questi provvedimenti non servono a nulla visto che chi evade sa come comportarsi, mentre chi è ligio alle leggi avrà maggiori difficoltà e sarà ulteriormente penalizzato, in particolare quel ceto medio, un tempo ossatura dello stato italiano ed oggi sempre più emarginato e tartassato.

Infatti, mentre i cittadini onesti subiranno ulteriori controlli e condizionamenti per essere sempre più proni al volere di chi detiene i “cordoni della borsa”, nessun provvedimento viene preso nei confronti di costoro, i grandi elusori, quelli che compensano con altre società (scatole cinesi) con sede nei paradisi fiscali, quelli che lucrano in Italia ma fatturano altrove, i vari gestori di grosse multinazionali, dei vari facebook, twitter, Amazon, e di tutti i nuovi e moderni network, centri commerciali esteri, ecc., insomma, coloro che rastrellano il risparmio italiano, danneggiano il commercio nazionale, distruggono l’ossatura culturale dei nostri stupendi centri storici senza pagare dazio, senza pagare tasse.

Questa ulteriore fregatura ed autentico danno alla nostra libertà ed alla nostra sovranità ci viene spacciata per bellissima, comoda e moderna. Addirittura viene incentivata con premi e bonus. Così tutti felici e contenti andremo a mettere la nostra testa in un nuovo cappio. Ma come siamo felici, ma quanto siamo contenti!

Mi ricorda tanto un antico verso goliardico di uno pseudo poema epico “noi siamo felici, noi siamo contenti, le chiappe del culo porgiam riverenti…”

Certo in un’epoca in cui la lobbie omosessuale è potentissima (basti guardare la “trimurti” al governo) qualcuno, e forse più di qualcuno, ne potrebbe essere veramente felice; ma tutti quelli che hanno una chiara visione della normalità forse potrebbero iniziare a…


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Editoriale

 

ILVA: l'Italia massacrata

di Adriano Tilgher

“Dilettanti allo sbaraglio” è stata una delle definizioni meno offensive nei riguardi del governo Conte, Di Maio e Zingaretti, da me provocatoriamente definito governo Renzi, dal nome di chi li controlla e li gestisce a suo piacere. La definizione sembra “azzeccata”, ma lo è solo nella prima parte perché ad essere sbaragliati non sono i “dilettanti” ma gli Italiani e l’Italia tutta, che si sta coprendo di ridicolo e si sta giocando quello che rimane della sua capacità industriale.

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La Spina nel Fianco


 

Banda Bassotti

Enniskillen, contea di Fermanagh, Irlanda del Nord, 7 aprile 1894, nasce Charles Duff, fu autore di libri sull'apprendimento delle lingue fra cui "Italiano per principianti", e “Italiano per adulti”. Duff prestò servizio come ufficiale della marina britannica durante la Prima guerra mondiale e poi nella divisione di intelligence del Foreign Office, si dimise negli anni '30, sostenendo la propria solidarietà ai fascismi, e pronto a sostenere un sistema simile anche in Gran Bretagna. Fra i suoi libri più conosciuti "Manuale del boia" pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel 1928, tradotto in varie lingue, (in Italia è uscito per la Adelphi), il testo, una dissertazione agghiacciante e sarcastica di come si impicca un condannato, tecniche, e particolari, dalle dimensioni della corda, ad un gioco di contrappesi, fatto con sacchi di iuta pieni di sabbia. George Norman Douglas, scrittore britannico, famoso per il suo romanzo Vento del sud Scrisse: «Se ne avessi il potere, vorrei che su ogni tavolino (..), per la prima colazione, ci fosse una copia di questo libro».

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