A Stefano

Non è facile sintetizzare in poche righe chi è Stefano delle Chiaje, la sua storia, il suo valore, le ragioni per cui sono così addolorato e con me i tanti, tantissimi che lo hanno conosciuto.

Stefano è un grande che ha caratterizzato la storia della seconda metà del secolo scorso e, purtroppo, verrà ricordato soprattutto per le ignobili accuse costruite ad arte sulla sua persona; tutte crollate, tutte dimostrate fasulle, ma continuano sempre a tirarle fuori per bollarlo con un marchio che non gli appartiene.

Perché questo livore nei suoi confronti? Perché questo accanimento?

La risposta è semplice, anche i più sprovveduti avrebbero potuto darla: perché è stato l’unico che, per la sua chiara visione del mondo e della vita, ha costruito e costituito un reale pericolo per i fautori del mercato, i costruttori di questo mondo ignobile ed antiumano in cui siamo costretti a vivere. Oppositore reale concreto a questa nuova schiavitù che blocca i popoli del mondo.

Parole? No, fatti! E la sua vita, la sua storia, quella vera, non quella costruita dalle veline dei servizi segreti di tutto il mondo a lui contrari perché non sono mai riusciti a comprarlo, lo dimostrano in ogni sua scelta.

Io e molti come me gli siamo riconoscenti per tutto quello che ci ha insegnato e per la vita che ci ha consentito di vivere. Certo, abbiamo fatto una scelta difficile, ma vivere in funzione di ciò in cui si crede veramente, per il bene del proprio popolo e con concrete possibilità di ribaltare la situazione, non è da tutti. E noi ci abbiamo provato e continueremo a provarci finché avremo le forze per farlo, per Stefano e per tutti coloro che sono morti sulla trincea delle idee.

Noi siamo in lutto per Stefano, perché è una parte fondamentale del nostro percorso che se ne va, ma rimangono le idee, l’esempio. Tutti dovrebbero essere in lutto per Stefano proprio per le cose che realmente ha fatto, ma soprattutto per l’esempio che lascia in particolare per le nuove generazioni e chiunque l’ha incontrato, senza pregiudizi, lo sa bene.

Lo stile, l’onestà, la lealtà, il coraggio, il senso della comunità e lo spirito di solidarietà sono stati sempre il suo dato caratteristico. Sempre pronto e disponibile ad aiutare gli altri e a perdonare anche quando sbagliavano, purché in buona fede, sempre vicino ai suoi al punto di assumersi anche responsabilità non sue. Tutto al servizio di un’idea per cui era pronto anche a sacrificare la propria vita.

Stefano è stato un uomo dalle grandi capacità politiche, ma eccezionale per le qualità umane che incarnava. Ecco la sua grande eredità che ci lascia, la lascia soprattutto ai più giovani. In un mondo ormai liquido privo di riferimenti, esempi come il suo sono indispensabili per ricostruire un’umanità ormai sbandata.

Grazie Stefano, per quello che mi hai insegnato, grazie Stefano per i valori che ci hai mostrato, grazie per averci fatto sognare e per averci indicato la via della coerenza e della fedeltà alle idee.

Eravamo giovani, venivamo fuori da una dura sconfitta e ci abbiamo provato a riscattare noi e l’Italia tutta da quelle pagine vergognose.

Siamo stati sconfitti? Forse, ma finché ci sarà qualcuno che saprà e vorrà cogliere la nostra eredità sia spirituale che materiale vuol dire che abbiamo vinto, che il nostro impegno potrà avere un futuro. Grazie Stefano anche per questo. Ti saluto e ti abbraccio anche perché so che sarai sempre con noi.


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Editoriale

 

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