La rivoluzione conservatrice di Adriano Romualdi [10]

Dal frazionamento dei Wandervögel dopo la guerra nacquero altri “ordini”, tra cui i Weisse Ritter, i Cavalieri bianchi, fondati a Berlino dal pastore luterano Völkel. L’Ordine coltivava il mito del Graal e si preparava a quella che chiamavano l’ultima battaglia dei tedeschi; di forte impronta antisemita, contava tra i suoi aderenti il fisico e futuro premio Nobel Heisenberg. Un altro Männerbund a sfondo cavalleresco e medievaleggiante era lo Jungdeutscher Orden dell’ex ufficiale Arthur Mahraun; caratterizzato da un’insegna costituita da una croce puntata nera in campo bianco.

Mahraun scrisse un manifesto “Sull’introduzione dell’obbligo del servizio di lavoro generale” che verrà poi realizzato nello Stato nazionalsocialista con il lavoro giovanile obbligatorio. Il movimento arrivò a contare fino a 120 mila aderenti e non confluì, a differenza di altri, nel partito di Hitler. Di fatto, però, queste associazioni finirono per essere assorbite o superate dalla Hitlerjugend anche per l’attivismo di quest’ultima che affrontava i comunisti nei quartieri operai di Berlino mentre i Wandervögel passeggiavano nei boschi. Tuttavia, molti miti e molte utopie di questi movimenti giovanili confluirono nel nazionalsocialismo. Un caso esemplare è quello di due opere di Willibald Hentschel: Varuna, in cui si esponeva una filosofia della storia su base razzista e Mittgart nella quale si proponeva il modello di una colonia destinata a rigenerare la razza e arrestare la decadenza, nella quale fosse praticata la poligamia e l’accoppiamento dei migliori sul modello platonico; i figli nati nella colonia venivano educati fino ai sedici anni all’uso delle armi, alla mitologia nordica e alle canzoni tradizionali e solo successivamente immessi nella società borghese.

Numerose colonie sorsero davvero successivamente alla Grande guerra; alcune basate sulla pratica vegetariana, altre sul nudismo e sulla vita nei campi. Sorsero anche scuole-collegi sul modello della scuola inglese di Abbotsholm di Reddie che mirava a insegnare la storia inglese in modo empatico per fare degli studenti dei convinti servitori dell’impero; una scuola omologa tedesca venne realizzata nel castello di Bieberstein da Hermann Lietz, un professore di liceo che dava importanza all’educazione del corpo, alle tradizioni storiche, alle canzoni patriottiche. Esperimento curioso, ma più efficace, fu quello degli Artamani – da Artaman, divinità indoaria – che si facevano assumere come braccianti al fine di raccogliere fondi volti a riscattare le terre tedesche alla frontiera orientale dove lavoravano braccianti polacchi. Himmler – del resto perito agrario – fu vicino agli Artamani, come Walter Darré, futuro ministro dell’agricoltura di Hitler.


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Editoriale

 

La cultura dell’odio

di Adriano Tilgher

Ieri e oggi ho incontrato, separatamente, due signore, una relativamente giovane, l’altra relativamente anziana ed entrambe hanno usato una frase priva di qualsiasi significato, ma che è diventata un ritornello sistematicamente ripetuto dai diffusori del pensiero unico globale: “Io sono contro la cultura dell’odio”.

In Italia hanno addirittura fatto una legge in tal senso. Ma cosa significa la cultura dell’odio? Chi è che coltiva l’odio? Ma soprattutto chi può sostenere che in vita sua non ha mai odiato?

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La Spina nel Fianco

 

Beat Generation

La settimana scorsa abbiamo parlato a margine del nostro articolo Helter Skelter della paranoia di Charles Manson riguardo alle simbologie Naziste, in articoli precedenti, della vicinanza della cosiddetta Beat Generation a scrittori come Ezra Pound, o ad esperienze artistiche come il futurismo, semplici note ai margini della storia, questo è evidente, ma si può parlare di una fascinazione della Beat Generation Statunitense ad un certo linguaggio e/o ad una certa simbologia ? Nel 1967 Jean-Louis Kerouac, meglio noto come Jack Kerouac, considerato uno dei maggiori e più importanti scrittori statunitensi del XX secolo, nonché padre del movimento "beat", che con i scritti esplicitò le idee di liberazione, ad un incontro presentò una sorta di programma politico culturale per la Beat Generation...

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