Narva 1944

Volti intagliati da legno antico. Simili ad aquile su picchi nevosi. A spaziare in cerca di preda, con i rostri saldi alla roccia. Proteggere il nido. Di razza che tutto ha donato e che s’è tutta donata. Per un sogno e un ideale e una illusione. Di un’Europa altra e di nobile lignaggio e per un’Europa che sembra oramai dispersa nelle notti del tempo. Li metto a confronto – impossibile, inguardabile – con il giornale che sfoglio distratto e distante mentre sorseggio il caffè nei pressi di casa. Pagine che annunciano la crisi di governo e il suo superamento. Alleanze contro natura o alleanze nel segno di un mondo di nani di orchetti. ‘L’oggi appartiene alla plebe’, categorico Nietzsche. Oltre un secolo, certo, l’aveva preconizzato d’essere inteso solo in questo malo tempore. Più che il disprezzo, la lontananza. Pensiero aristocratico...                                                         

Nella cassetta della posta un libro, dono di Lele. Forse me l’aveva annunciato, non ricordo. Wilhelm Tieke, l’autore, Narva 1944, il titolo, Italia Storica, la Casa Editrice dell’amico Andrea Lombardi. Sottotitolo, La battaglia delle SS europee. Con rare 270    foto, alcune a colori, quei volti intagliati da legno antico, appunto. (Alla faccia di tutti coloro che s’adoperano, da storici nevrotici, a spartire il nero dal bruno. Accettare la intierezza, errori e orrori compresi, o darsi a collezionare le figurine Panini. So che la fisiognomica non è scienza, nonostante Hegel e Battiato, conosco le differenze i pro e i contro ma... quei volti sono lì a dirmi: nonostante tutto... a Narva, dal gennaio al settembre 1944, contro l’Armata Rossa a fare dell’Europa un carnaio, una rovina. Un ‘Esercito Europeo’).                                                                            

Penso a Léon Degrelle. Io a Barcellona; egli di passaggio a Madrid. Esitai a prendere il treno, rimandai, svanì l’occasione d’incontrarlo. Ho una sua fotografia sul terrazzo della abitazione a Malaga (credo), con al collo la croce di guerra tedesca e la dedica a Raffaele La Serra, ufficiale del btg. Valanga-XMAS, che me ne fece dono. Pur nello scorrere del tempo e nonostante le intemperie dell’esistenza appartiene alla razza delle aquile. Fronte dell’Est, appunto, in un esercito europeo per realizzare, con le armi e non certo tramite la BCE e Strasburgo, un’altra Europa...                                                 

Quando si possiede un certo sentire – senza vanto ma sottolineando le diversità – non resta che scuotere la testa volgersi verso luoghi come Narva, ad esempio, e ai volti che ti guardano severi oltre la distanza chiudere gli occhi e ‘ascoltare’. Eco di uomini battaglie illusioni forse grandezza sempre.


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Editoriale

 

La cultura dell’odio

di Adriano Tilgher

Ieri e oggi ho incontrato, separatamente, due signore, una relativamente giovane, l’altra relativamente anziana ed entrambe hanno usato una frase priva di qualsiasi significato, ma che è diventata un ritornello sistematicamente ripetuto dai diffusori del pensiero unico globale: “Io sono contro la cultura dell’odio”.

In Italia hanno addirittura fatto una legge in tal senso. Ma cosa significa la cultura dell’odio? Chi è che coltiva l’odio? Ma soprattutto chi può sostenere che in vita sua non ha mai odiato?

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La Spina nel Fianco

 

Beat Generation

La settimana scorsa abbiamo parlato a margine del nostro articolo Helter Skelter della paranoia di Charles Manson riguardo alle simbologie Naziste, in articoli precedenti, della vicinanza della cosiddetta Beat Generation a scrittori come Ezra Pound, o ad esperienze artistiche come il futurismo, semplici note ai margini della storia, questo è evidente, ma si può parlare di una fascinazione della Beat Generation Statunitense ad un certo linguaggio e/o ad una certa simbologia ? Nel 1967 Jean-Louis Kerouac, meglio noto come Jack Kerouac, considerato uno dei maggiori e più importanti scrittori statunitensi del XX secolo, nonché padre del movimento "beat", che con i scritti esplicitò le idee di liberazione, ad un incontro presentò una sorta di programma politico culturale per la Beat Generation...

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