De Regimine Principum [21]: il re deve necessariamente avere difese fortissime

Oltre le cose suddette sono necessarie al rafforzamento del dominio, sia esso regale o politico, le opere difensive, di cui debbono occuparsi i ministri del re, o il re stesso.

Un ammaestramento in proposito lo riceviamo dal re Davide il quale, dopo aver preso Gerusalemme, occupò il monte Sion per sua difesa, e qui fabbricò una rocca donde erano condotte gallerie fino al Mello[1]; e chiamò sua città la stessa rocca. L’avere nelle singole città e nei singoli castelli una difesa speciale o una rocca dove stia la famiglia reale e gli ufficiali è una regola che i re osservano in ogni luogo. Le ragioni di questa prassi sono molte.

La prima ragione si può desumere dalle funzioni dei prìncipi, perché ad essi è necessario stare in un luogo sicuro, affinché nel reggere, correggere e governare siano più sicuri, e siano coraggiosi nell’amministrare la giustizia. Perciò anche i consoli e i senatori romani scelsero il luogo più sicuro, cioè il Campidoglio; e le storie narrano che, essendo stata tutta la città occupata dai nemici, essi là rimasero illesi.

Ancora di più esige questo una maggiore onorabilità del re e della sua famiglia, per evitare che il contatto frequente coi sudditi abbassi la loro maestà di fronte al popolo ovvero che per uno sguardo incauto là dove si richiede la più grande pudicizia (come si comportavano i vecchi troiani nei confronti di Elena, a quanto afferma il Filosofo nell’Etica) il popolo non incorra nell’indignazione del re. E anche per evitare che il re stesso e i suoi non abbiano occasione di comportarsi disonestamente verso i sudditi; ripetendo la caduta di Davide con la moglie di Uria, scudiere di Gioab, che fu vista da lui mentre si lavava, come è scritto nel secondo libro dei Re.

La seconda ragione si può desumere partendo dal popolo, il quale è più mosso dalle cose sensibili che guidato dalla ragione. Quando la gente vede le magnifiche sontuosità dei re nelle opere di difesa è indotta più facilmente per l’ammirazione all’obbedienza e ad eseguire i comandi del re, come dice il Filosofo nel sesto libro della Politica. Inoltre i sudditi hanno meno ragioni di ribellarsi e di sottomettersi ai nemici, quando ne sono troppo molestati. Infatti quando hanno i ministri e i re presenti alle difese, essi sono stimolati a difendersi con più audacia. Cosi fece Giuda Maccabeo della rocca di Sion che, dopo averla conquistata, fu da lui cinta di mura fortissime e di alte torri per la difesa della patria contro i nemici, come è scritto nel primo libro dei Maccabei. Ugualmente edificò difese fortissime verso Bethsura di fronte all’Idumea.

Per di più le opere difensive sono necessarie ai prìncipi per conservare le ricchezze, delle quali devono avere abbondanza, come è stato detto sopra, e affinché possano usarne più liberamente con la loro famiglia, onde anche i ministri diventino più pronti a preparare le cose necessarie; e questo è molto bello e onorevole anche in una casa privata. Infatti è proprio degli atti umani causare grazia e bellezza quando sono posti nell’ordine dovuto, come succede in una cosa proporzionata e simmetrica nelle sue parti: perciò ne deriva per noi la letizia spirituale, la quale da sé produce quasi un’estasi, simile a quella che sembra abbia goduto la regina di Saba alla vista dell’ordine dei servitori della corte di Salomone, come abbiamo mostrato sopra.

 

[1] Nome che fu dato a una valle che divideva Gerusalemme dalla rocca di Sion.


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