Noi soli

Per un caso, forse. Confusi la richiesta di un contributo con un mio scritto da parte di una realtà giovanile di Reggio Calabria con la rivista Ereticamente. E, quando si chiarì l’equivoco, ormai avevo inviato – credo – sei articoli sull’anarco-fascismo (partendo da Céline) - s’era creato un buon rapporto, con l’impegno di scrivere senza censura e alcuna limitazione. Per anni. Passione per la tastiera. Parole ad evocare, tramite il linguaggio del corpo (memorie volti incontri), ciò che conta: lo Stile. Perchè ‘là dove c’è uno Stile, là è passato un Capo’. O, comunque, si avverte che suo tramite tempo e spazio si dilatano e si preservano dalla finitudine carne ossa sangue.                              

A distanza una buona amicizia, Eugenio, che definivo con affetto e stima, ‘il negriero’ o il ‘timoniere’ (anche Mao, negli anni della Rivoluzione culturale’ del libretto rosso e ‘delle biciclette di Shangai’, come cantava Franco Battiato, lo si esaltava come ‘il grande Timoniere’), qui, da parte mia, solo ironia comunitaria. La comunità piccola e vivace della rivista, dove i miei interventi erano ai confini del nero – poco Evola e la Tradizione, l’esoterismo e la voce di Roma. Dimostrazione della libertà di spirito, di intelligenza dei redattori. Cercare la sintesi tra l’Eterno e la Storia. Ebbi occasione anche di recarmi, su suo invito, a presentare un mio libro a Palermo. In una saletta del Municipio, aristocratico edificio, tramite Roberto Miranda che non rinunciava ad essere in prima fila nonostante la malattia e il tempo che, simile alla clessidra, inesorabile, volgeva i granelli di sabbia al fondo. Una giornata di cielo terso di atmosfere e aromi e suggestioni mediterranei, passeggiare in stradine ove senti che il mondo arabo aveva lasciato il segno e quello svevo. E, al centro di universi e distanti e prossimi, il Duomo con la tomba di Federico II, Imperatore. Mi raccontano come, ogni mattina, anonimi cittadini vi si recano e lasciano davanti al sarcofago di nuda pietra dei garofani rossi. La compostezza, priva d’ogni orpello, che esprime e dona di sé la grandezza, come il trono nel Duomo di Aquisgrana (altro luogo ove sostai in cerca delle Strade d’Europa). Il Sacro e il Profano.                                                     

Tempo di sintesi, rifletteva Berto Ricci mentre sollecitava la partenza verso il fronte ove avrebbe trovato la morte eroica in nome del Fascismo ‘immenso e rosso’ per non rinnegare il giuramento prestato. Lo Stile, dunque, a nobilitare l’uomo nella Storia e trarne frammenti d’Infinito. Noi esseri contro la viltà del momento e privi d’ogni inganno al richiamo suadente e consolatorio delle sirene. Noi soli (Solo e Sole traggono la medesima origine?).


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Editoriale

 

L’Italia com’è e come dovrebbe essere

di Adriano Tilgher

È imbarazzante leggere i quotidiani italiani. Tutte notizie senza alcuna rilevanza in prima pagina. Oggi fa da padrone il calcio con il campionato e la fine della super lega: un tentativo delle squadre ricche di decollare in imitazione dell’attuale sistema di potere.  Tentativo fallito ma emblematico della volontà razzista e monetariamente selettiva dell’attuale società che ci propone un unico mito, un solo valore: la ricchezza e il denaro. Il tutto con la borsa che dà il suo consenso.

Tutto il resto non conta; il resto, quello cioè che non è funzionale ai nuovi signori del mondo, non viene citato ma dominano solo i falsi riferimenti che si suppone gratifichino l’edonismo della gente comune, soprattutto quella educata dalla televisione di sistema.

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La Spina nel Fianco

 

Ti spedisco in Convento

Da anni non guardo più la tv "generalista" ma fra una riunione, mille telefonate, articoli da scrivere, post da rivedere, ogni tanto seguo una mia vecchia passione, quella del cinema, e dei prodotti televisivi, passione ereditata da un antico mestiere, quello del "Videotecaro", infatti ho esercitato la nobile professione dal 1984 sino al 1995. Nei VHS come nei libri, dischi e fumetti, ho dilapidato capitali, sottratti all'impegno politico, di questo chiedo umilmente scusa. Come mi devo scusare con i lettori se oggi parlerò di un argomento futile, un format, parola anglosassone che identifica quelle trasmissioni spazzatura d'oltreoceano che intasano ormai tutti i palinsesti. Per questo ho anche pagato (ben 99 centesimi), in quanto presente su una piattaforma streaming specializzata in documentari. Complice la segregazione, in orario post coprifuoco, mi è caduto l'occhio su Ti spedisco in Convento

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