De Regimine Principum [17]: scelta del luogo adatto per la fondazione di una città

Scelta la regione, bisogna scegliere un luogo adatto alla fondazione della città; e in esso è evidente che si deve ricercare innanzitutto la salubrità dell’aria. Infatti il presupposto della convivenza civile è la vita naturale, che viene conservata illesa dalla salubrità dell’aria.

Il luogo più salubre, come dice Vegezio, sarà elevato, non nebbioso, non esposto alla brina, volto verso regioni del cielo né calde né fredde, e infine lontano da paludi. Di solito l’elevatezza del luogo concorre alla salubrità dell’aria, perché il luogo elevato è esposto al soffio dei venti, dai quali è restituita l’aria pura; anche i vapori, che per opera dei raggi solari si alzano dalla terra e dalle acque, si accumulano più nelle convalli e nei luoghi bassi che sulle alture. Perciò nei luoghi alti si trova un’aria più fine. Questa finezza dell’aria, poi, che è preziosissima per una libera e sana respirazione, è impedita dalle nebbie e dalle brine, che di solito abbondano nei luoghi molto umidi: perciò si constata che questi luoghi sono incompatibili con la salubrità. E, poiché nei luoghi paludosi c’è troppa abbondanza di umidità, è necessario che il luogo scelto per costruirvi la città sia lontano dalle paludi. Infatti, quando le brezze mattutine al sorgere del sole si raccolgono in questo luogo e ad esse si aggiungono le nebbie sorte dalle paludi, spargono le esalazioni delle velenose bestie palustri miste alle nebbie, e rendono pestilenziale il luogo.

Tuttavia se le mura sono costruite in paludi che si trovano presso il mare e volte a settentrione, o quasi, purché le paludi siano più alte del livello del mare, risultano costruite razionalmente. Infatti, scavati attorno i fossati, l’acqua si scaricherà sul litorale e il mare, gonfiato dalla burrasca, riversandosi sulle paludi non permetterà che nascano animali palustri. E se qualche animale vi giungesse dai luoghi elevati, vi muore per la salsedine cui non è abituato.

Occorre inoltre che il luogo destinato alla città sia temperatamente disposto al freddo e al caldo secondo la prospicienza di zone diverse del cielo. Infatti se le mura, specie se costruite vicino al mare, guarderanno a mezzogiorno non saranno salubri. Poiché questi luoghi di mattina sono freddi, non essendo guardati dal sole; a mezzogiorno invece saranno infuocati, perché troppo esposti al sole. Le mura poi che guardano a occidente appena sorto il sole diventano tiepide, o restano fredde, a mezzogiorno si scaldano; a sera poi, siccome hanno il sole di fronte e hanno calore di continuo, ardono. Se invece guarderanno a oriente, la mattina, per la diretta contrapposizione del sole, saranno temperatamente calde: e il calore non aumenterà molto nel pomeriggio, perché il sole non colpisce direttamente il luogo; a sera poi, essendo i raggi del sole completamente dalla parte opposta, questi luoghi diventano freddi. Uguale, o simile, sarà il clima se il luogo della città guardi ad aquilone; è il contrario di quanto abbiamo detto per il luogo rivolto a mezzogiorno. Ora, l’esperienza insegna che per un uomo è poco salutare passare a un caldo più intenso. Di fatto i corpi trasportati da luoghi freddi in luoghi caldi non possono durare, ma si dissolvono, perché il calore, asciugando il vapore, dissolve le virtù naturali; cosicché anche nei luoghi salubri d’estate i corpi contraggono malattie.

Siccome poi per la salute del corpo si richiede l’uso di cibi adatti, il problema del vitto riporta alla considerazione circa la salubrità del luogo da scegliere per la fondazione di una città, poiché tale salubrità è possibile conoscerla dalla qualità dei prodotti della terra; e questo gli antichi lo indagavano partendo dagli animali nutriti sul luogo. Infatti, poiché è comune agli uomini e agli altri animali nutrirsi con i prodotti della terra, ne consegue che, se le viscere degli animali uccisi sono in buono stato, gli uomini pure in quello stesso luogo possono nutrirsi di cibi salutari. Se invece le membra degli animali uccisi appaiono malate, è ragionevole dedurre che neppure per gli uomini dimorare in quei luoghi deve essere salubre.

Come si cerca l’aria temperata bisogna poi cercare l’acqua salubre. La salute dei corpi dipende soprattutto da queste due cose che sono le più usate dagli uomini. Riguardo all’aria è chiaro che aspirandola quotidianamente, la introduciamo fino agli organi vitali; perciò la sua salubrità contribuisce enormemente alla salute dei corpi. Ugualmente, poiché tra le cose che prendiamo come nutrimento l’acqua è quella più usata, tanto nelle bevande come nei cibi, non c’è nulla, all’infuori della purezza delle acque, che più contribuisca alla sanità di un luogo che la salubrità delle acque.

C’è poi un altro indizio dal quale si può valutare la salubrità di un luogo: se i visi degli uomini che vi abitano sono ben coloriti, i corpi robusti e le membra ben disposte, se i fanciulli sono molti e vivaci e se vi si trovano molti vecchi. Al contrario, se i visi degli uomini sono macilenti, i corpi deboli, le membra sfinite o malaticce, se i fanciulli sono pochi e malati, e meno ancora i vecchi, non si può dubitare che quel luogo sia mortifero.

 

 

 

 


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