Mal d'Africa

1983 su etichetta Emi Italiana esce l'LP di Franco Battiato "Orizzonti Perduti" nell'album una riscoperta del proprio territorio, e la pungente critica alla decadenza della cultura occidentale. Uno dei brani più suggestivi di quest'album è sicuramente "Mal d'Africa": «Sentivo parlare piano per non disturbare ed era come un mal d'Africa…» Nel brano il mal d'africa, è la struggente litania di ciò che l'occidente ha perso, il "male" d'Africa non è solo quello che le mafie etniche fanno nel nostro paese, ultimo in ordine di tempo il probabile traffico di organi su cui indaga l'F.B.I. a Castel Volturno, il mal d'africa è anche il male che il cosiddetto occidente ha perpetrato e continua a perpetrare nel continente africano.

 Di questi giorni la polemica scaturita da un video di Alessandro Meluzzi psichiatra e noto opinionista televisivo, che chiede di militarizzare la zona Castellana. Sul piano Politico, l'attacco combinato del vicepremier Luigi di Maio, e di Alessandro Di Battista allo sfruttamento francese delle ex colonie africane. I due giovani politici 5 stelle, cresciuti sotto l'occhio attento dei papà, Antonio Di Maio, e Vittorio di Battista, entrambi dirigenti del Movimento Sociale, avranno come molti di noi sognato un’idea "coloniale" diversa. Premetto che ogni colonialismo è sbagliato, ogni popolo ha il diritto, e oserei dire il dovere di autolegittimarsi, e onore e rispetto va, a chi ha difeso la propria terra, anche contro di noi. Lo storico inglese Denis Mack Smith nel suo libro “Le guerre del Duce” però scrive: “nelle colonie Italiane furono riversati ininterrottamente fiumi di denaro, gli amministratori coloniali italiani fecero un buon lavoro, costruirono vaste reti stradali, le popolazioni ricevettero dall’abolizione della schiavitù, dal controllo delle epidemie e dall’amministrazione della giustizia vantaggi più concreti che le popolazioni delle vicine colonie Francesi e Britanniche”.

 A Torino il 26 Gennaio si terrà un’importante conferenza dal titolo “l’altra faccia del colonialismo italiano”, tra i relatori il dott. Mohamed Issa Trunji, ex membro dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. La Francia è altra cosa, le colonie francesi sono state depredate, spendendo il meno possibile in infrastrutture, e nonostante l'epoca coloniale sulla carta sembri passata, continua a farlo con il franco CFA. 14 paesi, Camerun, Ciad, Gabon, Guinea Equatoriale, Repubblica Centrafricana, Congo, Benin, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Guinea Bissau, Mali, Niger, Senegal,  Togo, non hanno di fatto nessun controllo economico dei loro territori, la Francia impone loro il versamento in un fondo comune gestito dal tesoro francese il 65% delle entrate.

 L'Africa, per dimensioni e risorse, è il continente dalle più elevate prospettive di sviluppo, ma l'esistenza del disegno coloniale noto come “Françafrique” ne ha determinato il sottosviluppo cronico, causa fra l'altro dei fenomeni migratori. La Francia oltre al controllo economico ha tentato di condizionare le politiche di tutto il territorio attraverso omicidi, colpi di stato, sostegno a dittature militari e gruppi terroristici. La dimensione ideologica ha riguardato inizialmente il contenimento dei movimenti di liberazione, in seguito si è concentrata sul contenimento dei movimenti di estrazione Socialista, ed oggi è principalmente focalizzata su due fronti: la competizione con l’Italia per l’egemonia su Libia e Tunisia ed il contenimento dell’espansionismo cinese.

 L’Africa non conoscerà una vera crescita economica fino a che la Françafrique esisterà. L’Italia non potrà risolvere la questione dei migranti che togliendo alla Francia il controllo del Sahel. Dopo le dichiarazioni di Di Maio e di Battista, la Francia convoca l'ambasciatrice italiana Teresa Castaldo, Moscovici raglia, un passo avanti è stato fatto, ed ora concentriamoci su un altro colonialismo, quello che dopo oltre 70 anni occupa ancora militarmente il nostro territorio. Significativo della nostra reale sovranità che le informazioni sulla mafia nigeriana a Castel Volturno non siano emerse da indagini di Polizia, o dai Carabinieri, ma dal “Federal Bureau of Investigation” ente investigativo di polizia federale degli Stati Uniti d'America. Si parla di colonie francesi, si ricorda con nostalgia un'epoca coloniale italiana, senza rendersi conto di essere diventati noi colonia. L'altro vicepremier, si spertica su fb ad appoggiare il disegno israeliano/statunitense per trasformare l’Iran di un nuovo "stato canaglia". I popoli Africani migrano per la povertà indotta dalle banche e da forze extranazionali, per fortuna noi siamo proprietari della nostra moneta, non siamo colonizzati e i nostri giovani non devono migrare in cerca di fortuna.......O no!


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Editoriale

 

Che fare?

di Adriano Tilgher

Sono in molti a chiedermi cosa si può fare per difenderci da quanto di tremendo è successo alla nostra Italia e quanto di peggio potrà accadere nei prossimi tempi. Ho sempre risposto: dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare sodo; ma mi sono reso conto che non era sufficiente ed oggi lo è ancora meno. La gente che si è messa a lavorare convinta in buona fede di seguire un progetto o, meglio, un’idea, c’è, ma nessuno si rende conto di quanto il sistema di potere abbia condizionato anche noi, di quali guasti abbia indotto nei nostri comportamenti e nelle nostre convinzioni.

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La Spina nel Fianco

 

La festa della liberazione

Palestina, seconda metà del I secolo d.C. nasce San Marco Evangelista, per la sua fede trovò la morte ad Alessandria d'Egitto come i 290 cristiani trucidati il giorno di Pasqua nello Sri Lanka. Intorno all'anno 828 d.C. alcuni mercanti veneziani ne trovarono le spoglie, e con uno stratagemma le portarono sino a Venezia, dove pochi anni dopo venne eretta la basilica intitolata al Santo. Il culto di San Marco è estremamente diffuso e capillare tra le chiese cristiane. La sua figura è centrale per le chiese copte d'Egitto, derivate dall'antico patriarcato di Alessandria, e per il patriarcato di Venezia, la festa liturgica è sempre stata festeggiata il 25 aprile, in occasione della ricorrenza del martirio.

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