L'isola

2 febbraio 1998, muore a Roma Duilio del Prete, attore e caratterista del cinema Italiano, interprete di una sessantina di film fra gli anni ‘60 e gli anni ‘90, fra cui ricordiamo, L'Assassinio di Trotsky di Joseph Losey del 1972, Vogliamo i colonnelli, di Mario Monicelli nel 1973, Doris, una diva di regime, regia di Alfredo Giannetti del 1991, e soprattutto Amici Miei, di Mario Monicelli, 1975, in cui interpreta il ruolo di Guido Necchi.

Se il Duilio attore è conosciuto molti ignorano la carriera di Duilio cantante, con all'attivo 3 album ed una manciata di singoli. Nel 1968 uscirà per l'etichetta Bluebell il 45 giri L'isola. Il Testo del brano parla in toni cabarettistici, di un missionario che giunge a portare la parola del Signore, (e non solo) su un’isola primitiva. “...Poi un giorno nell’isola è arrivato uno strano, /dal colore un po’ malsano, una pelle sulla pelle e lo sputafuoco in mano. / Volle parlare al capo dell’isola, parlò di forme civili, / ci guardò nei genitali e la vita da animali, la ragion di tutti i mali, condannò. /Ci regalò le maglie, gli slip, ci fece lavorar, /ci parlò del guadagno e così imparammo a rubar...” Chissà se l'attore di Cuneo avrebbe mai immaginato, che a distanza di 50 anni, il suo brano, ispirato a "La Vita Agra" di Luciano Bianciardi, avrebbe fatto da ideale colonna sonora ad una notizia rimbalzata nelle tv e sui giornali di tutto il globo.

È di questi giorni, la morte di John Allen Chau, ventisettenne americano originario dell’Alabama, missionario cristiano, che voleva portare il messaggio di Gesù, pur se annebbiato dalle menzogne calviniste, agli abitanti dell'Isola di North Sentinel, facente parte dell’arcipelago delle Andamane e Nicobare nel Golfo del Bengala. Avere contatti con le popolazioni isolane è illegale, per il rischio di infettarle con malattie alle quali non sono abituati. Si stima che la tribù sull’isola di North Sentinel sia composta da un centinaio di membri, che secondo i pochi studi eseguiti dagli antropologi negli anni 70, mantengono uno stile di vita praticamente identico da 30.000 anni, si tratta dell'ultima tribù Neolitica rimasta sulla terra.

Secondo Jean-Jacques Rousseau, le tribù selvagge sono naturalmente "buone", in quanto non contaminate dal progresso, il mito del “buon selvaggio” ha animato i dibattiti per oltre 3 secoli. Nel romanzo Robinson Crusoe, pubblicato nel 1719, da Daniel Defoe vediamo il selvaggio di colore soprannominato "Venerdì" (praticamente il primo Black Friday della storia), aiutare, proteggere, ma in realtà, servire il malcapitato Robinson. I Sentinelesi, come viene chiamata la tribù, di North Sentinel, non hanno letto Rousseau, né Defoe, né hanno ascoltato il nuovo capo di stato maggiore della Difesa Italiano, Enzo Vecciarelli, che il 10 novembre scorso ha dichiarato che, “Difendere i confini non è più necessario”, il loro bisogno primario è da sempre difendere il proprio territorio. Nel 2006 uccisero due pescatori indiani la cui barca era stata spinta vicina alle coste dell’isola, la tribù lanciò delle frecce anche verso l’elicottero che stava recuperando i loro corpi.

Al giovane missionario è toccata la stessa sorte, portato a North Sentinel da alcuni pescatori, aveva lasciato il peschereccio raggiungendo la spiaggia in kayak, appena giunto a tiro è stato colpito da più frecce, il corpo, recuperato, legato e portato all'Interno dell'Isola. Non è stato aperto nessun procedimento, non si possono arrestare i sentinelesi, qualcuno, però in manette c'è finito, le persone che hanno aiutato Chau a raggiungere l’isola sono state arrestate. Da credente ritengo, che John Allen possa essere considerato, morto in “odium fidei”, e meriti le nostre preghiere, ma non posso che tifare per chi naturalmente difende la sua terra e le sue tradizioni. La canzone di Del Prete finisce così: “Gesù disse: Sarà salvo solo chi il mio corpo avrà mangiato, /e noi gli abbiamo ubbidito, una sera, per vivario, ci mangiammo il missionario...” Speriamo che al buon John non sia toccata la stessa sorte.


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Editoriale

 

I sintomi e la malattia

di Adriano Tilgher

Non sono un medico ma, fra le cose che mi ha insegnato l’esperienza, so che i sintomi servono a capire qual è la malattia che li ha generati e che colpire i sintomi non vuol dire combattere la malattia. Ora, tornando sul piano politico, la questione Sea Watch, il problema immigrazione, l’incapacità, o meglio, l’impossibilità di una ripresa economica, la denatalità e il conseguente invecchiamento della popolazione, il costo e la mancanza del lavoro, la crisi della famiglia, il pressoché totale disinteresse verso la nazione e la solidarietà di popolo, l’assoluto distacco dei giovani dalle ragioni della crisi, la mancata difesa in tutti i settori degli interessi del popolo italiano sono solo alcuni dei sintomi della grave malattia che ha colpito l’Italia, e in generale tutta la società.

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La Spina nel Fianco

 

Nicola Bombacci; un esempio rivoluzionario

Non me ne voglia l'amico Andrea, se per una volta la spina nel fianco si sovrappone ad altra seguitissima rubrica del nostro giornale, quel Exemplis Vitae che ci racconta periodicamente vita e morte di quei personaggi della storia del "Pensiero Forte" da conoscere o riscoprire, ma se un Pensiero Forte deve essere istillato nella mente dei lettori, non può essere fatto senza parlare di Nicola Bombacci, detto Nicolino,  nacque a Civitella di Romagna, in provincia di Forlì, il 24 ottobre 1879, dopo i primi studi, fu iscritto al seminario di Forlì,  si allontanerà nel 1900 per frequentare la Regia Scuola Normale di Forlimpopoli, dove si diploma maestro, in  ritardo sui suoi coetanei, ma in contemporanea con un amico di 4 anni più giovane, Benito Mussolini. Nel 1905 si sposa, comincia una peregrinazione come insegnante per le campagne Emiliano Romagnole, è in queste peregrinazioni che avviene la sua conversione al socialismo.

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