Scuola di Pensiero Forte [26]: quarta critica ai "diritti umani"

Siamo giunti al quarto momento della nostra analisi critica.

  1. Notiamo che, accanto ai problemi di gerarchia o di priorità, si pone il problema del possibile conflitto tra cosiddetti diritti umani e diritti dei popoli o diritti collettivi.

Infatti, la categoria dei diritti umani potrebbe non tener conto delle esigenze e della volontà di alcuni popoli, usciti tardi dal colonialismo e/o soggetti a nuove forme di colonialismo (o forse è oggigiorno meglio dire neocolonialismo), di porre la liberazione dai vincoli imposti dalle nazioni che li dominano come prima e fondamentale esigenza nazionale.

Per esempio sfuggire alle pretese volte alla diffusione delle coltivazioni intensive provenienti dalle grandi multinazionali che operano nel campo dell’agricoltura e ripristinare o difendere l’autosufficienza alimentare. Qui avremmo, per così dire, diritti “naturali” dei popoli  o “diritti collettivi” che si scontrano con i (pretesi) diritti naturali degli uomini.

Occorre ribadire che l’autodeterminazione dei popoli è un elemento determinante per l’analisi totale della questione, perciò non vogliamo né screditare la cultura nostrana ed europea, che sono senza dubbio la culla della civiltà, né d’altro canto asserire che tutto ciò che ci è estraneo è sistematicamente superiore al nostro uso e costume.

Ora, consideriamo con spicciola concretezza che la “battaglia dei diritti” è a tutti gli effetti una “battaglia fra diritti” e questo è sotto gli occhi di tutti, a partire dalla cronaca dei nostri tempi, che ci dimostra come il dirittoumanismo sia una imposizione ideologica irrazionale ed inconciliabile con il paradigma antropologico e culturale di tutte le società umane. Con buona pace di color che spendono innumerevoli energie per questa lotta.

 


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