L'occupabilità dello spazio politico

La cultura di opposizione deve abbracciare tutte le fasce anticapitaliste e sapere realizzare una concreta contrapposizione culturale. C’è in Italia una fiorente letteratura metapolitica che propone soluzioni nuove, diverse, originali. Però nessuno è capace di trasferire questa elaborazione in impegno civile per trasformare in concreto ciò in cui si crede.

 La crisi del sistema politico si è manifestata in Italia in modo repentino e si è cercato di risolverla semplificando il quadro politico, dapprima, attraverso il bipolarismo, dopo, attraverso il bipartitismo, tentando, con l’inganno dell’alternanza, di eliminare le opposizioni. Ecco perché il nostro compito principale diventa quello di costruire un’alternativa reale alla liberal-democrazia, tenendo presente che i nostri interlocutori, inseriti confusamente all’interno dei due poli fino a poco tempo fa’, ora si ritrovano in due formazioni che ancora non hanno chiaro il quadro e non hanno consapevolezza piena del ruolo da svolgere.

 La maggioranza degli Italiani diffida dei sedicenti politici, spinge per uscire dall’euro nonostante l’azione terroristica messa in atto dai grandi media, guarda con sospetto crescente la dissipazione di ingenti somme di denaro, impensabili in momenti di crisi come questo, per incomprensibili operazioni umanitarie, cerca di imporsi e di aggregarsi autonomamente.

 Alcuni tentativi di occupare questo spazio sono messi in atto da uomini manovrati dai centri di potere per incanalare e controllare la protesta spontanea, altri da persone che, compromesse con le precedenti gestioni, tentano di cavalcare l’onda solo per rimanere a galla, altri, pur presentando un piglio credibile, non vogliono recidere il cordone ombelicale con chi, nel loro stesso partito, sente ancora le sirene del sistema.

 La politica è cambiata. Destra e sinistra, non esistono più; il centro destra ed il centrosinistra hanno levato la maschera: sono uniti e collegati per difendere interessi antinazionali. È sempre stato così, lo sapevamo dai tempi della Democrazia Cristiana, ma oggi è palese: i governi Monti, Letta, Renzi, tutti frutto di un colpo di stato sulla testa dei cittadini mai chiamati ad esprimere politicamente la loro scelta, con l’appoggio della destra e della sinistra hanno ficcato l’Italia in quel baratro da cui dicevano di volerla salvare. 

 Oggi più che mai c’è bisogno di una forza politica che abbia il coraggio di buttarsi oltre l’ostacolo per recuperare la fiducia dei cittadini; quei cittadini, che in maggioranza assoluta hanno detto no al sistema. Sono il 70% della popolazione che in modo diverso hanno espresso il loro dissenso sia non votando, sia votando i vari partiti che si sono presentati come oppositori.

 Una forza coesa, fatta di idee chiare e di prospettive nette, riconoscibile e credibile. Una forza che abbia la capacità di aggregare e di resistere alle sirene del sistema, che voglia recidere qualsiasi forma di compromesso con chi è al servizio del “nemico”.

 Lo spazio oggi è occupato da due formazioni che potrebbero diventare il vero contraltare del liberismo, devono solo acquistarne consapevolezza e fornirsi di un progetto unitario credibile.

 Lo spazio c’è, le forze disponibili ad occuparlo pure servono solo i contenuti ed un progetto che possa essere attrattivo per tutti gli italiani che vogliano salvare questa che è la più bella e più ricca nazione del mondo, piena di bellezze naturali, ricca di opere d’arte, nonostante i saccheggi, ricca di storia, maestra di cultura.

 Né destra, né sinistra ma una nuova passione per il proprio territorio, un’identità ritrovata, un vivo senso della comunità per tornare faro di idee, socialità e creatività per il mondo intero.

 Sono questi i motivi che mi rendono orgoglioso di essere italiano, sono questi i motivi per cui dobbiamo ricompattarci per ridare un futuro ai nostri giovani.


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Editoriale

 

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