Aspettando il tuo ritorno

 Caro Mario,

Non ti nego che provo una certa emozione mista a nostalgia, dovendo scrivere, a nome della Redazione del Pensiero Forte, un pezzo per la rubrica del Bastian Contrario. Una rubrica fatta su misura per te, per la tua penna intransigente, per i tuoi articoli, le tue riflessioni, ricchi di enfasi, passione, cuciti addosso a te, come medaglie sulla divisa di un soldato.

Nella nostra Redazione, lo sai, c’è chi ha condiviso con te le battaglie di una vita, nelle piazze, all’università, e c’è chi come me che mi accingo a scrivere, ti ha conosciuto solo pochi anni fa, e sui tuoi libri, sui tuoi “racconti” ha sognato un mondo diverso, fatto di valori, di onore, passione, irriverenza, abitato da guerrieri sospesi tra il reale e il fantastico.

Ognuno ha i suoi esempi, per noi “nuove leve”, per noi ragazzotti figli di un mondo forse meno violento del vostro, ma ugualmente spietato, tu sei stato, sei, e sarai uno degli esempi maggiori, un maestro di stile e irriverenza, geniale presunzione e delicata saggezza.

La decisione di non scrivere più (per ora), che non è dipesa da te ma dalla vita, ci ha lasciato di stucco, ci ha riempito di malinconia e ci ha ricordato appunto che la vita, come la storia, è fatta di cicli, di alti e bassi, di sbarre e chiavistelli, di botte date e prese, di guerra e di pace. <<Ma ecco, è tempo di andare: per me a morire; per voi a vivere. E quale di noi vada verso il meglio, a tutti è oscuro fuorché al dio.>> - così scrivevi la scorsa settimana sul tuo ultimo articolo “Saluto e augurio”, citando le parole che Platone fa dire a Socrate nell’Apologia.

Niente contro Platone sia chiaro, ma preferisco pensare che se il tempo deve essere, allora che sia il tempo di combattere un’altra battaglia, che sia il tempo di sfidare l’abisso, di ergersi ancora coraggiosi sopra le rovine di questo mondo, e adesso che ti avvii verso sentieri inesplorati, noi saremo al tuo fianco. Parole vane, di conforto, di una comunità umana, ideale e di destino, che tutta ti abbraccia e ti tende la mano, aspettando il tuo ritorno.

Faccia al sole e in culo al mondo, ci vediamo presto professore!


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Editoriale

 

Corinaldo: una grande tragedia, una società da cambiare

di Adriano Tilgher

Sproloqui, paroloni, lacrime, dolore all’immane tragedia di Corinaldo. Poi guardi la foto di quegli adolescenti morti e diventi triste e una rabbia cieca e sorda ti assale. Possibile che dei quasi bambini debbano morire in quel modo?  È concepibile che dei genitori abbiano potuto accompagnare o addirittura mandare soli dei minorenni in quella bolgia infernale per sentire un tizio autolesionista che canta canzoni stupide piene di oscenità e votate al male?

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La Spina nel Fianco

 

Su Sfera Ebbasta

Corinaldo è un comune italiano di circa 5000 abitanti nella provincia di  Ancona, famoso per aver dato i natali a Santa Maria Goretti, da sabato  scorso il nome del piccolo comune sarà legato ad un altro Martirio,  quello di 5 adolescenti ed una giovane madre, martirizzati in nome di  una società, che più che "Dei Consumi" consuma, e più che libertaria, è  divenuta libertina.

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